Riccardo Fois, campione NBA da assistente con i New York Knicks, si racconta su La Gazzetta dello Sport.
Sul sitolo NBA
“Meglio che perderlo come mi era successo a Phoenix. Ti rendi conto della fortuna di essere nel posto giusto al momento giusto: lo realizzeremo poco a poco, forse già alla parata di giovedì”.
Sulla grande soddisfazione
“Aver vinto tre gare fuori casa contro San Antonio che è una squadra fortissima. Grazie alla capacità di Mike Brown e dell’organizzazione guidata da Rose e Wesley di tenere il gruppo unito e togliere pressioni, creando l’ambiente giusto per dare il meglio”.
Sul suo percorso
“È sempre bello, fa pensare alla fortuna di essere stato in organizzazioni di questo livello, a quanti allenatori, assistenti, giocatori più bravi di me non hanno avuto la stessa fortuna. Più di guardarsi indietro, ci si gode il momento per cogliere un attimo che potrebbe non risuccedere più. Ho avuto la fortuna con Phoenix di vivere un altro viaggio fino alla finale, avrei firmato col sangue se mi avessero detto che avrei avuto l’opportunità di tornare a giocare per il titolo dopo cinque anni. Ogni viaggio è diverso, ogni gruppo è speciale, la consapevolezza di quanto sia difficile arrivarci ti spinge a fare tutto il possibile”.
Sui sui predecessori italiani in NBA
“Diciamo che abbasso la media! Devo solo ringraziare Ettore e Sergio per quello che hanno fatto in Nba, hanno avuto un percorso tale che ha aperto la strada a ragazzi come me. E anche io sento la responsabilità di dover essere quello che porta avanti il testimone di una ipotetica staffetta per altri ragazzi che arriveranno ora che la Nba diventa sempre più globale, e sempre più allenatori avranno questa opportunità. L’importante è essere seri e fare le cose nel modo giusto”.
Su un futuro in NBA
“Passo, parlarne adesso non ha senso”.





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