L’Umana Reyer Venezia, dopo il k.o. di Milano in campionato e il successo di Breslavia in Eurocup contro lo Slask, ospita l’Openjobmetis Varese, che viene dalla sconfitta contro Trento.
Dove vederla: domenica 2 novembre 2025 ore 16.30, LBATV
Arbitri: Andrea Valzani, Gabriele Bettini, Silvia Marziali
I PRECEDENTI
Sono 107 le gare già giocate tra le squadre, la prima nella stagione 1948/49.
I lombardi sono avanti 66-41 nel totale ma la Reyer è avanti per 30-23 nelle sfide giocate in casa.
L’ultima vittoria di Varese a Venezia è del girone di ritorno della stagione 2021/22.
La Reyer è in striscia aperta di cinque vittorie consecutive contro i biancorossi.
GLI ALLENATORI
Neven Spahjia ha vinto l’unico precedente giocato contro Ioannis Kastritis nell’ultima gara della scorsa stagione regolare.
GLI EX
Umana Reyer Venezia – Giovanni De Nicolao è stato per tre stagioni a Varese (2020/21, 2021/22 e 2022/23), cumulando 99 presenze nelle competizioni nazionali e firmando 4.5 punti e 2.5 assist in oltre 17 minuti di media.
Openjobmetis Varese – Allerik Freeman ha giocato la prima metà dell’annata 2022/23 a Venezia, firmando 8.6 punti, 1.5 rimbalzi e 1.6 assist di media.
LE DICHIARAZIONI
Stefan Nikolic, ala Umana Reyer Venezia: “Dopo questa bella vittoria ottenuta in Polonia, vogliamo assolutamente dare continuità ai nostri risultati. Dobbiamo iniziare con l’obiettivo di imporre il nostro gioco contro Varese. Varese è una squadra che sa aprire molto bene il campo, con ottimi tiratori sempre pronti, e che può trovare il ritmo facilmente per punire l’avversario. Per noi, la chiave sarà avere il giusto approccio in ogni singola partita, affrontandola con la voglia di performare al meglio, sia a livello individuale che di squadra. Vogliamo mantenere questa mentalità, con la fiducia necessaria per affrontare il campionato e vincere una partita alla volta. La cosa più importante è scendere in campo con la nostra energia e imporre la nostra fisicità. Abbiamo il potenziale fisico, e dobbiamo farlo valere. Questo significa correre più degli altri e volere la vittoria più degli avversari”.
Ioannis Kastritis, coach Openjobmetis Varese: “È stata una settimana importante, come tutte del resto quando si giocano le partite in regular season, coincisa con l’arrivo di Iroegbu, un giocatore utile in tutti i sensi: in primis perché è uno in più nelle rotazioni, in secondo luogo perché porta tanta qualità sia come persona che come giocatore di basket. Fisicamente sta bene, ma non è facile entrare in una squadra nuova, arrivando a metà settimana e doversi preparare per una partita di alto livello come quella che affronteremo domenica contro Venezia, in una settimana in cui abbiamo avute diverse assenze, con diversi giocatori che non sono stati bene. Tutto il gruppo, comunque, ha fatto il possibile preparandosi al meglio per la sfida contro l’Umana. Mentalmente i ragazzi stanno bene, anche se ovviamente a nessuno piace perdere. Quello che però stiamo provando a far capire loro è che per quanto importante sia il risultato, ciò che più conta in questo momento è capire il motivo dei nostri risultati. Anche questo fa parte di un processo quasi culturale: puoi vincere una partita e farlo in modo sbagliato, così come puoi perdere giocando bene, come successo in parte sabato scorso contro Trento. Dovremmo cercare di superare mentalmente questo aspetto ogni giorno, dimenticando il risultato e riconoscendo se stiamo facendo la cosa giusta o no. Fin dall’inizio, il “paint touch”, come diciamo, cioè o passare la palla al lungo oppure entrando nell’area con il palleggio, è uno degli obiettivi principali che dovremmo avere come squadra. Molte volte sembra forse che tiriamo molte triple, ma anche quelle situazioni nascono da una giocata nel pitturato. Senza entrare in dettagli tecnici, ciò che conta è giocare nel modo giusto: se questo significa entrare in area, allora dovremo entrare in area; se significa fare qualcosa di diverso, allora, dovremo essere pronti a farlo. Nello stato in cui siamo, dobbiamo assicurarci di giocare nel modo corretto sia in difesa che in attacco. E molto spesso queste due cose sono collegate”.





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