La Supercoppa conferma la Reyer come principale alternativa all’Olimpia Milano, per quello che può valere a settembre. La squadra di Neven Spahija ha ribaltato con la difesa sia la semifinale contro Tortona sia una finale iniziata malissimo, recuperando 19 punti e arrivando a un possesso dal trofeo.
Venezia possiede già identità, durezza e gerarchie riconoscibili. Watson sa prendere il comando, Wiltjer resta il riferimento offensivo, mentre Parks e Tessitori garantiscono quella fisicità che permette alla squadra di cambiare le partite nella propria metà campo.
Resta pesante l’avvio da 8-22: contro Milano non si può regalare un quarto e spendere tante energie per ricostruire la gara. Anche Boakye deve crescere rapidamente, perché il divario sotto canestro è apparso evidente non solo con Moses Wright.
La palla persa di Bowman nell’overtime ha deciso la finale, ma non cambia il giudizio. La Reyer ha avuto davvero la possibilità di vincere e, pur senza Rice o Green, ha dimostrato di essere già una squadra. A settembre non vale un titolo, ma rappresenta un messaggio chiarissimo al campionato.





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