Reyer, Casa di Cura Giovanni XXIII: “Facciamo squadra!”

Reyer, Casa di Cura Giovanni XXIII: “Facciamo squadra!”

Continuano le interviste alle aziende partner del mondo Reyer

Continuano le interviste alle aziende partner del mondo Reyer. Oggi abbiamo avuto il piacere di parlare con il nostro amico e tifoso Massimo Calvani, Presidente della Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier, special partner orogranata. Di seguito l’intervista realizzata insieme.

1) Caro Massimo, è un momento particolare per tutto il mondo, un’emergenza epocale. Come state vivendo questi giorni e come state preparando la ripresa?

È davvero un fatto epocale che ha sorpreso tutti. Come struttura privata accreditata siamo un po’ ai margini della situazione, perché in accordo con l’ULSS siamo stati caratterizzati come struttura “Covid free”. Svolgiamo un’attività di supporto all’ospedale di Treviso “Ca’ Foncello” perché ospitiamo pazienti nei reparti di oncologia, traumatologia e parte di medicina “No Covid”, ovvero le uniche attività che ci sono concesse dal decreto ministeriale. Considerando la moltitudine di dipartimenti della nostra struttura, il livello di attività è calato in maniera considerevole, ma dobbiamo farci trovare pronti per la ripartenza perché sono stati rinviati tanti interventi chirurgici, in tutta Italia addirittura oltre un milione. Inoltre, abbiamo messo in sicurezza tutte le strutture e le attività, fortunatamente abbiamo avuto pochi casi di contagio da virus che abbiamo come da protocollo trasferito subito a Treviso.

2) Da diversi anni ormai siete parte della famiglia Reyer, lo sport, il basket e in particolare la nostra squadra ci insegnano che non bisogna mai mollare, soprattutto nelle difficoltà. Cosa significa per voi essere parte del Progetto orogranata?

Facendo assistenza sanitaria ci sentiamo parte del territorio e il “fare squadra” fa parte del nostro DNA, è stato dunque naturale entrare a contatto con lo sport. Per noi è un orgoglio essere un punto di riferimento per società importanti come l’Umana Reyer nell’ambito sanitario e appena si è manifestata la possibilità di collaborare ci siamo lanciati.
Inoltre io ho un’anima sportiva, giocavo a basket da giovane, poi ho giocato a calcio. Lo sport è un valore sano e molto importante e mi piace molto il progetto Reyer dedicato ai giovani: la salute parte dalla prevenzione e lo sport è il suo primo amico.

3) Siamo reduci dalla vittoria della Coppa Italia, il quarto trofeo conquistato insieme, qual è il vostro ricordo più bello legato a questi anni?

La vittoria più emozionante è stato il primo scudetto, vinto in maniera eccezionale. Purtroppo per questioni lavorative non ho potuto vivere la finale dal vivo, ma ho seguito le partite e la vittoria sul filo di lana è stata da brividi. Ogni successo è speciale, ma il primo rimarrà sempre impresso nella mente.

4) Che messaggio volete mandare a tutti i sostenitori orogranata in questo momento?

Auguro a tutti di riuscire a superare indenni questo terribile momento. Auguro alle famiglie il ritorno all’attività normale e a tutti i tifosi di trovarci presto di nuovo al Taliercio per condividere gioie insieme alla nostra squadra.

Fonte: Ufficio Stampa Reyer Venezia.

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