Trieste avrà sempre un posto nel mio cuore
Ci sono esperienze che cambiano il modo in cui guardi allo sport. Per me, Trieste è stata una di queste.
Quando sono arrivato tre anni fa, ho trovato una città con una straordinaria cultura cestistica, un club ricco di storia e tifosi che desideravano semplicemente tornare a sognare. Insieme abbiamo costruito qualcosa che va ben oltre i risultati sportivi: abbiamo riportato la Pallacanestro Trieste in Serie A, l’abbiamo riportata in Europa, abbiamo riempito il palazzetto come mai prima d’ora e abbiamo dimostrato che investire in una comunità significa creare valore per un intero territorio.
Sono traguardi che porterò sempre con me, così come porterò con me il calore dei tifosi triestini e il lavoro quotidiano di tutti coloro che hanno condiviso questo percorso.
Negli ultimi mesi ho scelto di rimanere in silenzio. So che qualcuno ha interpretato questa scelta come distacco, ma è stata una decisione necessaria. Stavamo lavorando a una delicata transizione della proprietà che richiedeva la massima riservatezza, per tutelare il club e garantire l’integrità delle competizioni. Avevo fatto una promessa: la Pallacanestro Trieste avrebbe avuto un futuro. Oggi posso dire di aver mantenuto quella promessa.
Lascio un club con basi solide, una struttura organizzativa matura, una tifoseria più numerosa che mai e una nuova proprietà nelle condizioni ideali per proseguire su questa strada. Mi auguro che Trieste continui a vincere e riceva il sostegno che merita da tutta la comunità.
Ma chi ama davvero la pallacanestro non può fermarsi. Deve continuare a immaginare nuove sfide.
Non considero Trieste e Roma come due capitoli contrapposti. Al contrario, fanno parte dello stesso percorso. Se oggi posso immaginare un progetto così ambizioso per la capitale, è proprio grazie a ciò che abbiamo costruito insieme a Trieste. L’esperienza maturata qui mi ha insegnato che un club sportivo può essere molto più di una semplice squadra: può diventare un motore di partecipazione, sviluppo economico e coesione sociale.
Per questo non è un addio, ma un sincero grazie.
Grazie a una città che mi ha accolto come uno dei suoi. Grazie ai tifosi che ci hanno sostenuto in ogni momento. Grazie a tutti coloro che hanno creduto in una visione che, all’inizio, sembrava impossibile.
Ora è tempo di scrivere un nuovo capitolo. Con la stessa passione, la stessa determinazione e la stessa convinzione che la pallacanestro possa essere molto più di uno sport: uno strumento capace di creare opportunità, far crescere i giovani, unire le comunità e generare valore per i territori.
Se riusciremo a costruire una grande Roma, non sarà soltanto la capitale a vincere. A vincere sarà l’intero movimento della pallacanestro italiana. E questo sarà anche, in parte, il frutto di ciò che abbiamo imparato insieme a Trieste.
Grazie, Trieste, di cuore.
Paul Matiasic





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