Paul Matiasic: Dal territorio risposte al di sotto del necessario. Trieste avrà una squadra

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Paul Matiasic, presidente di Pallacanestro Trieste, ha parlato su Il Piccolo, per quanto solo su scambio di email, quindi senza contraddittorio

Paul Matiasic, presidente di Pallacanestro Trieste, ha parlato su Il Piccolo, per quanto solo su scambio di email, quindi senza contraddittorio. Questo il passaggio chiave

Domanda: «Può smentire l’esistenza di business case o contatti esplorativi con gruppi pronti a sostenere il vostro ingresso a Roma con trasferimento di titolo sportivo?»

Risposta: «A oggi abbiamo cercato risorse solo su Trieste, lo facciamo da oltre due anni e non sono arrivate. Ho investito di più quest’anno con l’obiettivo di elevare ancora il Club, perché pensavo che in questo modo, con più ambizioni ed entusiasmo, potessero arrivare nuovi investimenti. Ma la realtà è che abbiamo raccolto, tra gli imprenditori locali, una cifra ben al di sotto di quanto necessario per essere competitivi ed eccellere ai massimi livelli del nostro campionato e in Europa. Da tre anni copro personalmente la sostanziale differenza finanziaria.

Dobbiamo prendere atto che il meccanismo del proprietario-sponsor esclusivo non è né virtuoso né sostenibile; pensare il contrario significa andare contro ogni logica imprenditoriale. Le possibilità sono due: non avere il coraggio sognare e competere davvero (una squadra con minori ambizioni, un progetto di pura sopravvivenza) oppure cambiare il meccanismo e pensare fuori dagli schemi. Per me è antitetico limitarsi a “sopravvivere” nella pallacanestro, quello non dovrebbe mai essere l’obiettivo».

Domanda: È la carenza di supporto a Trieste che vi sta spingendo concretamente a valutare Roma come unica via per la sostenibilità del vostro investimento?

Risposta: «Non credo che le grandi aziende di Trieste non siano interessate alla pallacanestro. Credo che alcune di esse non abbiano visto la leva necessaria per investire nel basket, e indipendentemente da questo meritano rispetto. Io infatti ho il massimo rispetto per tutti gli imprenditori e penso che ogni imprenditore debba fare le proprie scelte, e questo vale anche per me. Tuttavia, qui manca la domanda più importante: cosa accadrà in futuro? È stato ipotizzato da alcuni, che sembrano intenzionati a creare allarmismo, forse per ottenere ascolti o attenzione, che in qualche modo Trieste non avrà una squadra il prossimo anno: semplicemente non è vero. La avrà»

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