Paul George parla con i media dopo il suo debutto al TD Garden con la maglia dei Boston Celtics, un netto successo contro i Philadelphia 76ers.
“È stato incredibile: tutta l’energia, l’eccitazione e la passione che hai sempre sentito da avversario, per poi trovarti dalla parte giusta….
È davvero un motivo di vanto indossare quella maglia verde…C’è sempre un po’ di tensione, che si tratti della prima partita da rookie o della diciassettesima stagione. Ci sono sempre emozione e adrenalina. È questo che ti spinge a tornare, che ti fa svegliare ogni mattina con entusiasmo, sapendo che puoi giocare a pallacanestro…Soprattutto qui, in una squadra pronta a vincere subito, in una franchigia vincente, con una cultura e una tradizione di successi. C’è sicuramente una motivazione in più, una tensione ancora maggiore che ti spinge a scendere in campo e a dare il massimo. E, quando tutto sarà finito, vuoi poter dire di aver lasciato tutto sul parquet ed essere orgoglioso dei risultati ottenuti”.
George, autore di 13 punti con 5 rimbalzi, 4 assist e 5 rubate, sa benissimo che le fortune dei Celtics passeranno prima di tutto dalle mani di Jayson Tatum.
“Il mio lavoro è solo rendere il gioco il più facile possibile per JT. Oggi è stata letteralmente la nostra prima volta dalla stessa parte: anche per tutto il training camp ci siamo allenati uno contro l’altro. Quindi oggi è stata la prima opportunità di imparare l’uno dall’altro, di iniziare a prenderci le misure. Ma di nuovo, dovrò cercare di rendergli la vita più semplice…
Sarà una stagione speciale per Tatum…. Sa come creare gioco, sa come procurarsi i suoi tiri. Ma se la mia aggressività servirà a togliergli pressione, se riuscirò a garantire dei possessi in più con la mia difesa, o magari a procurargli canestri facili, avrò svolto il mio compito”.
“Sto ancora cercando di trovare il mio equilibrio in attacco e di comprendere il sistema. È una sfida, una bella sfida, e Joe mi sta aiutando moltissimo in questo senso. Anche i compagni mi stanno dando una grande mano in questo percorso, ma sicuramente è in difesa che ho sempre cercato di fare la differenza, mettendo a segno giocate importanti e provando a vincere ogni singolo possesso”.





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