Panathinaikos, la notte più buia. Ergin Ataman al centro del mirino, Giannakopoulos volta pagina

Ergin Ataman EA7 Emporio Armani Olimpia Milano - Panathinaikos AKTOR Athens Turkish Airlines Euroleague 2025-26 Milano, 11/12/2025 Foto ClaudioDegaspari // Ciamillo-Castoria

Il ko in gara-5 contro Valencia ha lasciato ferite profonde in casa Panathinaikos, fuori dalla Final Four di EuroLeague

Il Panathinaikos saluta l’EuroLeague dopo la sconfitta in gara-5 contro Valencia, e il dopo partita è diventato subito un caso. Ergin Ataman ha riconosciuto i meriti degli spagnoli, capaci di rimontare dallo 0-2 al 3-2, ma ha poi spostato il centro del discorso sull’arbitraggio: «Voglio congratularmi con Valencia. Ha giocato un basket eccellente per tutta la stagione. Rimontare da 0-2 a 3-2 è molto importante».

Poi l’affondo: «Abbiamo giocato in modo terribile nel primo tempo. In attacco abbiamo sbagliato tutto. Nel secondo tempo abbiamo avuto la possibilità di rientrare, ma abbiamo sbagliato due layup cruciali da sotto, abbiamo perso il controllo e loro hanno vinto». Ma per Ataman il dato chiave resta un altro: «Valencia ha tirato 29 liberi e noi 8. Come in gara-4. È molto strano».

Il coach turco ha insistito soprattutto su Kendrick Nunn: «È stata la terza partita consecutiva in cui il secondo miglior realizzatore dell’EuroLeague non ha tirato nemmeno un libero. Terza partita di fila. In gara-3, in gara-4 all’OAKA e stasera a Valencia non è andato neanche una volta in lunetta». E la chiusura è stata ancora più polemica: «Se alle Final Four i criteri arbitrali saranno gli stessi, Valencia sarà campione di EuroLeague».

Ataman, però, è finito anche lui nel cuore della bufera. Alla domanda sulle sue parole precedenti, quando aveva legato il futuro alla vittoria di EuroLeague o campionato, ha tagliato corto: «Grazie mille per la conferenza stampa. Arrivederci». Poco dopo è arrivato anche l’attacco durissimo di Ofer Yannay, presidente dell’Hapoel Tel Aviv, dopo un commento del coach su TJ Shorts: «Sei irrispettoso e oltraggioso. Tra l’altro, coach Ataman, da quello che ho sentito, i tuoi giocatori sentivano di non avere un allenatore».

Dentro il Panathinaikos, la delusione è enorme. Mathias Lessort non ha cercato scuse: «È difficile analizzare quello che è successo, è difficile per il club, per la gente. La sensazione è che non ci siamo presentati, non eravamo pronti, eravamo impreparati per una partita del genere». Il centro francese ha aggiunto: «Non è questa l’immagine che dovevamo mostrare e non è qualcosa che si adatta a chi indossa la maglia del Panathinaikos».

Lessort ha poi chiesto scusa ai tifosi: «Abbiamo vinto due volte qui e non abbiamo fatto quello che dovevamo in casa nostra. Non posso spiegare perché siamo stati così negativi. Ringraziamo i tifosi che ci hanno sostenuto qui e all’OAKA. Li abbiamo rattristati e chiediamo scusa per l’immagine che abbiamo dato. Ora dobbiamo concentrarci sul campionato e farlo anche per loro».

Nel clima pesante è intervenuto anche Dimitris Giannakopoulos, con un messaggio social amaro ma di rilancio: «La delusione passa con altra delusione. Di queste delusioni ne abbiamo vissute tante, sappiamo come rialzarci». Anche la moglie di Kendrick Nunn ha difeso il giocatore: «Una brutta serata non può mai cancellare la storia di un campione. È ancora lui. Lo sarà sempre». E alla Gate 13 ha scritto: «Non c’è nessun altro posto in Europa in cui avremmo preferito essere. Siate sicuri e credete che torneremo».

Il Panathinaikos esce così dall’EuroLeague tra amarezza, accuse, autocritica e tensioni. Ataman resta polemico, fedele a se stesso, ma questa volta è anche al centro delle polemiche come raramente gli era accaduto. La Final Four sfuma, Valencia vola ad Atene, e per i greens resta solo il campionato per provare a trasformare una notte durissima in una risposta.

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