Pallacanestro Trieste, ora o mai più: contro Igokea è già uno spareggio europeo

La sfida di oggi a Laktaši tra Igokea e Pallacanestro Trieste, entrambe ancora a secco di vittorie nel Gruppo E, sa già di dentro o fuori

Non è ancora tempo di bilanci, ma la Basketball Champions League non fa sconti. E la sfida di oggi a Laktaši tra Igokea e Pallacanestro Trieste, entrambe ancora a secco di vittorie nel Gruppo E, sa già di dentro o fuori. Per i biancorossi, reduci dalla dura lezione del Taliercio, il confronto in Bosnia è molto più di una partita: è un banco di prova sulla tenuta mentale, sull’identità e sul lavoro quotidiano del gruppo guidato da Israel Gonzalez.

L’allenatore spagnolo lo ha detto chiaramente alla vigilia: “Mi aspetto una reazione di orgoglio. Dobbiamo trasformare la delusione di Venezia in energia positiva, con più attenzione ai dettagli e maggiore continuità offensiva.” Serve ritmo, serve controllo dei rimbalzi, serve coesione nelle situazioni di uno contro uno. Perché l’Igokea, pur reduce da due sconfitte in trasferta, è avversario esperto, fisico e abituato al palcoscenico europeo. E giocare a Laktaši, davanti a un pubblico caldo e affamato, può far saltare i nervi anche a squadre più rodate.

Coach Nenad Stefanović, volto noto della Lega Adriatica, ha chiesto una spinta in più ai suoi tifosi: “Questa squadra merita una casa piena. Dobbiamo difendere il campo e restare vivi in questa competizione.” Parole che risuonano come un avvertimento a Trieste, attesa da un ambiente ostico e da un avversario che ha nel backcourt il suo punto di forza. L’ex Dinamo Sassari Breein Tyree e JeQuan Lewis sono guardie esplosive, capaci di accendersi in un attimo e spaccare le partite. E sotto canestro, Strahinja Gavrilovic è un riferimento fisico e tecnico: 18 punti e 7 rimbalzi di media parlano per lui.

Gonzalez, dal canto suo, dovrà fare i conti anche con le condizioni fisiche non perfette di Jeff Brooks. L’ala americana ha viaggiato con la squadra, ma sarà valutata solo all’ultimo momento. Il rischio di forzare non verrà corso, a maggior ragione in una fase della stagione che richiede lucidità e programmazione.

L’Igokea ha più esperienza, Trieste più bisogno. Il talento c’è, la chimica ancora va costruita. Ma oggi, più che mai, conta la testa. La Champions League è corta, il margine d’errore quasi nullo. A Laktaši, i 40 minuti che attendono i biancorossi valgono già una fetta importante del loro cammino europeo.

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