Prosegue il programma di visite mediche in casa Pallacanestro Trieste alla Casa di Cura Pineta del Carso: oggi è stato il turno di Sean McDermott, che ritrova Trieste dopo una stagione, e di Francesco Candussi, atteso in clinica per alcuni esami da ultimare.
Per McDermott si tratta di un ritorno: dopo la sua prima esperienza in biancorosso a stagione in corso nel 2025, l’esterno americano è andato in Arizona con i Valley Suns. Gli abbiamo chiesto cosa lo ha convinto a tornare a Trieste.
«Sapevo di voler tornare in Europa, in generale, poi si è presentata questa opportunità. Io e la mia famiglia ci siamo trovati benissimo qui: la gente, la passione dei tifosi, la città stessa è bellissima. Quindi mi è sembrata la scelta perfetta.»
Conosci già l’ambiente, alcuni tuoi compagni e il calore dei tifosi. Quanto può essere importante questa continuità in vista della nuova stagione?
«Penso sia davvero importante. Una grossa parte della pallacanestro è mentale, e quando entri in un ambiente in cui ti senti già a tuo agio, con compagni con cui hai già giocato, per me individualmente è molto più semplice. Il fatto che alcuni di noi abbiano già giocato insieme, alcuni anche per più stagioni, rende tutto più facile per tutti: si trovano prima gli automatismi e non serve prendere gradualmente il ritmo della stagione, si può partire subito col piede giusto.»
Quali obiettivi personali e di squadra ti sei posto per questo ritorno? E che tipo di giocatore vedremo in campo quest’anno?
«L’obiettivo di squadra è vincere ogni partita. È realistico? Non lo so, ma credo sia l’obiettivo che ogni competitivo dovrebbe porsi: vincere ogni gara e vedere dove questo ti porta a fine stagione. A livello personale voglio giocare con tanta passione, tanto cuore, esprimendo il mio gioco. Rispetto alla mia prima esperienza qui, sento di essere cresciuto nel palleggio, quindi credo sia qualcosa che i tifosi potranno apprezzare, oltre ovviamente a concretizzare i tiri quando sono libero.»





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