La Pallacanestro Trieste ha giocato una grande serie playoff contro Brescia: due partite vere, profonde, entrambe arrivate in volata nonostante lo status iniziale da sfavorita. E soprattutto ha confermato una cosa: questa squadra non si sta facendo travolgere dai tanti dubbi sul futuro del club.
Gara 1 ha cambiato subito la percezione della serie. Trieste è stata più fredda, più lucida, più pronta a gestire i possessi pesanti, vincendo al PalaLeonessa e togliendo il fattore campo alla squadra di Matteo Cotelli. Gara 2 è stata diversa: Brescia ha alzato fisicità e agonismo, ha trascinato la partita su un piano più sporco, e alla fine è stata premiata dalle giocate di Amedeo Della Valle. Capita, nei playoff.
Il dato, però, resta forte: Trieste è arrivata due volte lì, punto a punto, in casa della seconda classificata. Non ha dato l’impressione di essere una presenza casuale, né una squadra schiacciata dalle incertezze societarie. Al contrario, il gruppo di Francesco Taccetti ha mostrato salute mentale, fluidità offensiva e la capacità di reggere il livello emotivo della serie.
Ora arriva il PalaRubini, che poteva e doveva essere un fattore. Ma la prevendita procede a rilento e la curva non ci sarà: un contesto meno travolgente di quanto ci si potesse attendere. Resta però il campo, e il campo ha detto che la Pallacanestro Trieste può davvero arrivare in semifinale.
Per farlo dovrà restare dentro la propria pallacanestro: ritmo, circolazione, aggressività senza farsi trascinare in nervosismi inutili. Brescia ha più responsabilità, Trieste può ancora giocare con l’energia di chi ha già spostato il pronostico. Dopo due gare, l’idea di impresa non è più una suggestione: è una possibilità concreta.





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