Pallacanestro Reggiana, cosa hanno detto le prime due gare playoff

LBA Playoffs 2026, l’analisi di Sportando dopo le prime due gare

Il dato più negativo delle prime due gare della Pallacanestro Reggiana è stato l’approccio iniziale: due partenze complicate, due rincorse immediate, due partite vissute sempre con la necessità di risalire. E dentro questo tema pesa anche la scelta di Dimitris Priftis di aprire entrambe le sfide con Bryson Williams in quintetto: 2 punti e 3.5 rimbalzi di media, con un plus/minus complessivo di -17 in 19 minuti a partita.

Il 2-0 per l’Olimpia Milano racconta una serie che la Pallacanestro Reggiana ha provato a sporcare, soprattutto in Gara 2, ma senza mai riuscire davvero a spostarla sul proprio terreno. Il problema principale è stato l’attacco: poca fluidità, circolazione limitata, appena 11 assist nella seconda sfida e troppi possessi affidati alle iniziative individuali di Caupain e Barford, costretti spesso a creare contro una difesa lunga, fisica e già schierata.

L’assenza di Stephen Brown sta pesando tantissimo. Senza il suo primo passo, la sua capacità di battere l’uomo e creare vantaggi, la Pallacanestro Reggiana perde un generatore di gioco fondamentale. A questo si aggiunge la condizione di JT Thor, limitato dalla botta alla schiena rimediata in Gara 1: due fattori che restringono il campo delle soluzioni offensive e rendono tutto più prevedibile. La Reggiana non può “regalare” due giocatori chiave a Milano.

Il tema rimbalzi è l’altro grande nodo. Reggio ha perso il duello sotto i tabelloni in entrambe le partite e ha concesso troppe seconde opportunità a una squadra più grossa, più profonda e più esperta. Non casualmente in gara-1 era rientrata sotto la doppia cifra dominando nel pitturato. La zona adattata preparata da Priftis in gara-2 ha tolto ritmo all’Olimpia Milano, ma ha anche aperto spazi a rimbalzo, dove i biancorossi milanesi hanno trovato possessi extra decisivi.

Ora il ritorno al PalaBigi può dare energia, la stagione è stata sino a qui speciale, quasi miracolosa per come era nata, e nessuno vorrà salutarla in anonimi 40′. Ma per riaprire la serie non basterà l’emotività: serviranno un avvio diverso, più assist, più presenza a rimbalzo e una soluzione alternativa quando Caupain e Barford vengono prosciugati dalla difesa milanese. Quel che è stato Rossato in gara-2. Senza Brown e con Thor non al meglio, il margine è sottile. Ma Gara 3 è l’unico punto da cui può ripartire tutto.

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