La Pallacanestro Brescia torna in semifinale di Coppa Italia dopo una stagione di assenza, e lo fa con il piglio della grande: vincendo, ma con forte senso di autocritica.
«Non abbiamo giocato bene e non possiamo essere soddisfatti della nostra prestazione, abbiamo commesso tanti errori semplici» le parole di Nikola Ivanovic, uno dei giocatori chiave nel successo con Derthona.
In realtà è una gara, come spesso capita nel basket moderno, fatta di parziali e controparziali, che Brescia ha saputo leggere meglio nei minuti finali. E’ emerso insomma quel fattore esperienza che in una competizione come questa lascia il segno.
Non c’è stato solo questo, ovvio. Non ha convinto da subito la coppia Ndour-Bilan, Brescia ha cambiato marcia con Burnell da 4, il giocatore oggi più in forma dello scacchiere di Peppe Poeta.
In difesa il montenegrino legge bene sulla palla, Ndour e Burnell sono splendidi sui cambi, c’è una struttura che concede 2 punti in 7’ nel secondo quarto e 8 negli ultimi 5’ del match. Sono dati rilevanti, che raccontano di una squadra che sa cambiare marcia e chiudere a chiave il canestro.
E anche la rotazione ad otto uomini, in un torneo come questo, può essere un bene. Tutti hanno un loro ruolo chiaro, ma al tempo stesso Poeta può variare i quintetti grazie al dinamismo di gente come Rivers e lo stesso Ndour. Che non era al meglio, figuriamoci…
Top – Jason Burnell. Sta benissimo, si vede. In difesa e in attacco, dove piazza due triple nel finale e una stoppatona pazzesca su Gorham.
Flop – Miro Bilan. Non ha convinto il croato, pur con 8 punti e 5 rimbalzi. Si rifarà in semifinale?





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