La Pallacanestro Brescia vive giorni in bilico tra la Final Eight di Coppa Italia e la necessità di intervenire sul mercato: l’infortunio di Ivanovic lo terrà fuori a lungo, niente Torino e niente rientro per la ripresa di campionato del 15 marzo a Cremona. Il peso dell’assenza si è visto a Masnago, nel ko 98-96 dopo un +18 dilapidato, con la squadra calata per ossigeno e lucidità nella ripresa.
Il quadro è complicato anche dagli acciacchi: Burnell, Ndour, Cournooh e Massinburg hanno giocato stringendo i denti e l’obiettivo immediato è recuperarli in vista di Udine, che il 25 gennaio al PalaLeonessa aveva “spaventato” Brescia (83-80, decisa nel finale). In parallelo, però, la dirigenza ha già una short-list di profili “prendibili”, anche se al momento nessuno convince del tutto lo staff.
L’identikit è chiaro: un play-guardia americano capace di dare ritmo all’attacco, ma con predisposizione difensiva, leadership senza monopolizzare i possessi e qualità umane compatibili con un gruppo dagli equilibri “consolidatissimi”. Tra le piste, si parla di possibili tagli da club impegnati nelle coppe europee o di mercati “esotici” come quello australiano, con l’idea di chiudere, fare visite e integrare il giocatore sfruttando la finestra delle Nazionali fino al 15 marzo.
Fonte: il Giornale di Brescia





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