Dal ko del 19 settembre in Supercoppa alla vittoria per 98-94 al supplementare al Forum: la crescita della Virtus Bologna è impressionante, soprattutto nella capacità di affrontare le difficoltà. La squadra di Mumbrù assorbe i colpi, trova protagonisti diversi e resta dentro la partita anche quando Milano sembra averla indirizzata.
È qui che si misura il salto di qualità bianconero. Frazier, Moore ed Edwards la tengono in corsa, poi Marcus Carr firma otto dei suoi 13 punti nell’overtime: responsabilità distribuite e risposte concrete. Bologna dispone di una batteria di esterni capaci di battere l’uomo dal palleggio, creare un vantaggio e costringere la difesa a muoversi. Milano, oggi, forse non ne ha nessuno che riesca a farlo con continuità: una differenza che pesa quando gli schemi si fermano.
Il 53-31 a rimbalzo, con 23 palloni catturati sotto il canestro milanese, completa il quadro di una Virtus superiore nella continuità dello sforzo. Ridurre tutto alle difficoltà dell’Olimpia sarebbe ingeneroso: Bologna ha conquistato questa vittoria mostrando un’identità sempre più riconoscibile.
Milano conserva motivi di rimpianto: il secondo quarto, le accelerazioni di Cole e Bolmaro, i 16 punti di Burnell dimostrano quanto potenziale abbia a disposizione Poeta. Il problema è trasformarlo in una base affidabile: quando l’inerzia cambia, mancano riferimenti condivisi e le iniziative individuali non diventano soluzioni ripetibili. Bologna esce dal Forum con una vittoria che certifica il percorso; Milano con occasioni sprecate e una domanda sempre più urgente: su quali certezze costruire il proprio?





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