Sono stati tanti i temi toccati da Peppe Poeta nel corso della conferenza stampa di inizio stagione. Si è, ovviamente, parlato della costruzione della squadra. Un’Olimpia con tanti volti nuovi, a partire dalla cabina di regia, dove sono arrivati Cole e Thompson: “Abbiamo optato per una cabina di regia più strutturata, senza un vero playmaker titolare, senza un faro, perché il mercato ci ha portato in questa direzione per una serie di cose, per i passaporti, per un po’ di cose. Siamo convinti che questa composizione di pacchetto guardie, playguardie può avere tutti i tools, tutte le possibilità, tutte le qualità per competere”.
Entrando poi nel dettaglio dei giocatori: “Sicuramente abbiamo il talento rookie di Cole, abbiamo l’esperienza di Thompson con la sua taglia, abbiamo Devon Hall che può essere un playmaker aggiunto, abbiamo Bolmaro e Gudric che possono portare la palla in occasioni speciali, quando sono marcati da determinati giocatori. Quindi ci abbiamo un pacchetto 1 e 2, diciamo, variegato”.
E anche con l’ipotesi di giocare con più handler contemporaneamente: “Ci saranno situazioni in cui giocheremo con multiple handler, dove magari il giocatore marcato dal difensore più lento sarà quello a portare la palla avanti, o magari scegliamo determinate situazioni per cui abbiamo un vantaggio spalle a canestro con un giocatore o di velocità con un altro. Quindi adegueremo molto alle situazioni e logicamente alle performance, perché bisogna vedere chi gioca meglio, chi gioca meno bene. Però abbiamo più soluzioni da esplorare, questo è molto bello, molto stimolante per me e anche per la squadra”.
Uno dei nuovi acquisti più intriganti è sicuramente Garrison Mathews: “È un giocatore che ha bisogno di tempo innanzitutto per capire dov’è, per capire il basket europeo, ancora di più per un tiratore. Deve capire gli spazi, deve capire chi aiuta, dove aiuta. La fisicità che c’è in uscita dai blocchi. Qui lui avrà bisogno di tempo. Penso che è un ragazzo intelligente, ha assorbito molto bene le prime due settimane qui, quindi siamo contenti. Però ecco, non lo caricherei di pressione. È un giocatore che ha un ruolo ben specifico, è un 3&D che ci può aiutare ad aprire il campo, soprattutto nei quintetti dove c’è anche Peters”.
L’esperienza di Hall e Peters: “Devon e Alec sono i due che a livello di leadership e di esperienza saranno un po’ le guide del gruppo. Sono entrambi giocatori che hanno giocato più Final Four, quindi dovranno portare quel loro mindset di vincenti, all’interno della nostra cultura e dovranno essere bravi a trasmetterlo. Sono stati giocatori importanti di fianco ad altri grandissimi giocatori. Qui il loro ruolo crescerà, ma siamo sicuri che prima del ruolo tecnico-tattico si faranno molto importanti per quanto riguarda la cultura”.
Commenta
Visualizza commenti