Olimpia Milano, Daniele Baiesi: “Il percorso per ora è stato abbastanza accidentato”

Daniele Baiesi
Daniele Baiesi

Il direttore sportivo di Olimpia Milano Daniele Baiesi è il protagonista di “Uomini e Canestri”

Il direttore sportivo di Olimpia Milano Daniele Baiesi è il protagonista di “Uomini e Canestri”, la rubrica di Luca Chiabotti su Repubblica-Milano. Ecco alcuni passaggi.

Queste le sue parole rilasciate a Repubblica.

Sulla stagione: «Non posso dire molto perché la stagione deve ancora finire… Il percorso è stato abbastanza accidentato, le dimissioni di Ettore Messina sono state uno tsunami, abbiamo vissuto sull’onda emotiva un mese e poi, piano piano, i problemi strutturali e circostanziali della squadra sono tornati a galla».

Le problematiche sono chiare ed evidenti: «Oggi abbiamo un nuovo allenatore che guida una squadra allestita per un altro allenatore e che non ha toccato, a parte l’esclusione di Brown per motivi spiegati di reciproche incompatibilità. Abbiamo un gruppo che non ha senso di urgenza dal punto di vista difensivo, competitivo ma che ha lasciato lì le partite che avrebbero potuto fargli fare il salto di qualità».

Cambiare tanto, in questi anni, non ha aiutato: «Cito Datome che mi ha detto che quando tu cambi tanto tutti gli anni, fai fatica a creare un vissuto da parte di un gruppo e di una società che poi ti dia gli strumenti per gestire e uscire dai momenti di difficoltà. Poi, ovvio, l’assenza del play titolare fa mancare il giocatore deputato a darti il primo vantaggio!.

Dove intervenire è noto: «Le aree di intervento sono chiare, ma poi bisogna vedere cosa c’è di disponibile e, a Milano, è più difficile fare come al Bayern, dove ho preso Bonga e Francisco prima che diventassero Bonga e Francisco. Anche se la storia di Brooks insegna che i giocatori buoni ci sono, se li conosci e dai loro il tempo di sbagliare e di imparare».

Nessun intervento prima della chiusura della stagione: «Se trovi un giocatore che ti cambia l’esistenza puoi pensarci ma anche no, visto che obbligherebbe a cambiare la rotazione degli esterni stranieri, che sono quattro e di alto livello. Chi lasci fuori?».

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