Oggi l’EA7 Emporio Armani Milano torna in campo contro il Barcellona sapendo che ogni dettaglio pesa come una sentenza. Armoni Brooks lo dice senza giri di parole: «Una serie di finali, per produrre la volata che ci consenta di chiudere il più in alto possibile».
Inutile nascondersi: la missione è quasi impossibile. Mancano nove gare e per agganciare una posizione play-in servirebbero almeno sette successi, con Milano che al 5 marzo ha ancora un record negativo e non ha mai trovato vera continuità. Ma questa volata è un segnale di rispetto verso sé stessi, verso i tifosi e verso una storia recente che parla di quarto flop consecutivo e di rivoluzione estiva ormai inevitabile: molti, volenti o nolenti, si giocano una conferma.
Il Barcellona arriva con tre vittorie in più dei biancorossi, ma lo stesso 5-5 nelle ultime dieci e sette sconfitte nelle ultime undici tra EuroLeague, ACB e Copa del Rey. Pascual insiste su un quintetto di centimetri, con tanti possessi vissuti con Satoransky, Punter, Clyburn, Shengelia e Vesely, e alternative come Laprovittola o Brizuela, senza dimenticare Willy, Parra, Norris e Cale. I catalani vivono di “spot up” e pick and roll, con poca transizione: per Milano la missione è chiara, alzare il ritmo e correre, per tenere accesa la chance.





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