Due naturalizzati diversi nella stessa finestra
La situazione è diventata ancora più particolare considerando che, in due diverse occasioni, la North Macedonia ha utilizzato due giocatori naturalizzati differenti nella stessa finestra internazionale, scrive Basketnews.
Il primo caso si è verificato a novembre, durante le qualificazioni preliminari a EuroBasket 2029. Omari Moore ha giocato contro l’Azerbaigian il 27 novembre, mentre Jacob Wiley è sceso in campo contro l’Irlanda il 30 novembre.
La stessa situazione si è ripetuta questa estate. DJ Stewart ha rappresentato la North Macedonia contro l’Irlanda il 2 luglio, mentre Nate Sestina è stato utilizzato contro il Lussemburgo il 5 luglio.
Ora, nella finestra di agosto, toccherà a Moses Wright.
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La naturalizzazione ha portato risultati?
Con una presenza così massiccia di giocatori naturalizzati, ci si potrebbe aspettare risultati importanti.
Ma, secondo i dati riportati, non è stato così.
La North Macedonia non si è mai qualificata per la fase finale di una Coppa del Mondo e l’ultima partecipazione a EuroBasket risale al 2015, quando la squadra concluse il torneo al 19° posto.
Un sistema senza continuità
La questione diventa quindi ancora più difficile da comprendere.
La North Macedonia è una nazione relativamente piccola, con risorse economiche e infrastrutture limitate, ma l’utilizzo di sei diversi americani naturalizzati in un periodo così breve solleva inevitabilmente una domanda: qual è il reale obiettivo?
Una rotazione così frequente non garantisce continuità e, almeno finora, non ha prodotto un miglioramento immediato dei risultati.
È inoltre difficile costruire un vero legame tra i giocatori naturalizzati, il Paese, il programma della Nazionale e i giocatori locali quando il naturalizzato cambia quasi a ogni finestra.
Un caso che riapre il dibattito sulle regole FIBA
Il caso della North Macedonia rappresenta quindi un ulteriore argomento a favore di una regolamentazione più stringente della naturalizzazione nel basket internazionale.
I giocatori naturalizzati sono ormai una componente importante del basket FIBA, ma una situazione nella quale una Nazionale utilizza sei giocatori diversi in poco più di un anno rischia di snaturare la funzione originaria della regola.
Inoltre, il possesso di un passaporto europeo può offrire ai giocatori vantaggi anche a livello di club, rendendo la questione ancora più complessa.
Se la naturalizzazione dovrebbe servire a rafforzare e sviluppare il basket di una Nazionale, il caso della North Macedonia dimostra quanto facilmente il sistema possa perdere il proprio significato.
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