New York Knicks sempre più vicini alle finali di Conference, Philadelphia 76ers ko anche in gara 3

New York si impone 108-94 sui Philadelphia 76ers, portandosi sul 3-0 nelle semifinali della Eastern Conference

Jalen Brunson ha dominato la scena con 33 punti, sigillando la partita con una serie di canestri pesantissimi nel finale che hanno mandato in estasi i tantissimi tifosi dei Knicks accorsi in trasferta. New York si impone 108-94 sui Philadelphia 76ers, portandosi sul 3-0 nelle semifinali della Eastern Conference. Gara 4 è prevista per domenica, ancora a Philadelphia.

Nonostante un avvio complicato (2 su 8 al tiro), Brunson ha raddrizzato la mira chiudendo con 11 su 22 in 38 minuti, trascinando i Knicks alla sesta vittoria consecutiva in questa post-season.

Il capo allenatore dei Knicks, Mike Brown, al suo primo anno a New York, ha usato una metafora efficace per descrivere il suo leader:

“Io sono Linus e Jalen è la mia coperta. Mi aiuta a restare calmo nei momenti più concitati della partita.”

Sotto i banner dei titoli nazionali vinti da Villanova nel 2016 e 2018 che pendono dal soffitto dell’arena di Philly, i cosiddetti “Nova Knicks” (gli ex alunni dell’ateneo) hanno spento le speranze dei Sixers nel quarto quarto, trasformando un esile vantaggio di 4 punti nell’ennesima vittoria in doppia cifra. Josh Hart ha contribuito con 12 punti e 11 rimbalzi, mentre Mikal Bridges ne ha aggiunti 23, portando New York a una sola vittoria dalla seconda finale di conference consecutiva.

Quando Brown prese il posto dell’esonerato Tom Thibodeau, aveva dichiarato che non avrebbe capito il valore della squadra finché non si sarebbe trovato “in trincea” con loro. Ora, il coach vede i presupposti per puntare all’anello: “Sì, ok, forse abbiamo davvero una chance”, ha ammesso.

I Knicks si sono goduti il lusso di non dover forzare il rientro di OG Anunoby (21.4 punti di media nei playoff), fermo per un problema al bicipite femorale destro. Sul fronte opposto, Joel Embiid ha segnato 18 punti al suo rientro dopo aver saltato Gara 2 per i problemi a caviglia e anca. “Penso abbia dato tutto quello che aveva”, ha commentato coach Nick Nurse.

Rimontare uno 0-3 — vincendo quattro partite di fila, di cui due al Madison Square Garden — sembra una montagna insormontabile per Embiid, Tyrese Maxey (17 punti) e compagni. Paul George è stato l’emblema della serata storta: dopo 15 punti nel primo quarto, è letteralmente sparito dal campo, sbagliando tutti i nove tiri successivi. Sia lui che Maxey non hanno tirato nemmeno un tiro libero in tutta la gara.

Il divario è apparso netto anche in lunetta: i Knicks hanno segnato 23 liberi su 32, i 76ers solo 13 su 16. “Immagino che sia un bene per il business quando vince New York”, ha commentato amaramente Embiid.

L’atmosfera da “derby” Nonostante gli appelli di Embiid ai tifosi locali affinché non vendessero i biglietti ai newyorkesi, l’arena è stata invasa dai fan in maglia blu e arancio. Oltre a migliaia di tifosi comuni, in prima fila c’erano le celebrità del Garden: Spike Lee, Timothée Chalamet, Tracy Morgan e Ben Stiller.

Chalamet è balzato in piedi per applaudire la prestazione a sorpresa di Landry Shamet, che ha segnato 15 punti in Gara 3 (dopo averne messi a referto solo 14 in tutti i playoff precedenti), contribuendo a spezzare definitivamente l’equilibrio della sfida.

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