In una sfida segnata dall’assenza di due tra le stelle più brillanti della lega, i Detroit Pistons si sono imposti sui Golden State Warriors con il punteggio di 115-101. A trascinare i padroni di casa è stato un dominante Jalen Duren, autore di 23 punti.
La partita ha risentito pesantemente delle infermerie piene: se i Warriors devono fare a meno di Steph Curry (problema al ginocchio) ormai dal 30 gennaio scorso, Detroit ha perso per un lungo periodo la sua stella Cade Cunningham, fermato da un infortunio al torace. Come se non bastasse, la situazione per Golden State è peggiorata nel primo tempo, quando anche Kristaps Porzingis è stato costretto ad abbandonare il campo per un dolore alla parte bassa della schiena.
A non far sentire la mancanza di Cunningham ci ha pensato Daniss Jenkins, promosso titolare per l’occasione: il rookie ha sfiorato la tripla doppia con una prova solidissima da 22 punti, 8 assist e 7 rimbalzi. Detroit, che ha vinto sei delle ultime sette partite, ha portato a casa il risultato nonostante una serata pessima al tiro da tre punti (solo 5 su 21, il 23,8%), compensando con l’energia e la difesa.
Per Golden State si tratta della settima sconfitta nelle ultime otto gare. Il dato che ha condannato la squadra di Steve Kerr è quello delle 26 palle perse, che hanno regalato a Detroit ben 32 punti facili. Tra i californiani, il migliore è stato Brandin Podziemski con 15 punti, ma non è bastato a raddrizzare una gara nata male.
Già all’intervallo i Pistons conducevano 57-50, grazie soprattutto alla pressione difensiva che ha forzato 13 turnover avversari. Nel terzo quarto il divario si è ampliato drasticamente fino all’87-63, permettendo a entrambi gli allenatori di svuotare le panchine e dare spazio alle riserve per tutto l’ultimo periodo, considerando anche il fitto calendario di impegni ravvicinati.
Prossimi impegni
Warriors: Sabato notte faranno visita agli Atlanta Hawks.
Pistons: Domenica ospiteranno i Los Angeles Lakers.





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