NBPA, l’associazione dei giocatori NBA, è scesa in campo per parlare di due temi molto discussi da addetti ai lavori e fans: L’ormai famosa ’65-game-rule’ e la decisione di diverse squadre di lasciare a riposo i migliori giocatori nell’ultima parte della regular season.
Tim Reynolds ha condiviso il punto di vista dell’associazione sulla regola che esclude dai premi individuali i giocatori con meno di 65 partite giocate.
“La potenziale ineleggibilità di Cade Cunningham per i premi, dopo una stagione fantastica – di quelle che definiscono una carriera- , è un ulteriore esempio del perché la ’65-game rule’ debba essere abolita o riformata, prevedendo un’eccezione per gli infortuni gravi. Dalla sua introduzione, troppi giocatori meritevoli sono stati ingiustamente esclusi dai riconoscimenti di fine stagione a causa di questa quota arbitraria ed eccessivamente rigida”.
Da Shams Charania il punto di vista NBPA sulla potenziale diatriba tra Milwaukee Bucks e Giannis Antetokounmpo.
“La Player Participation Policy è stata ideata dalla lega per responsabilizzare le squadre e garantire che, quando un All-Star come Giannis Antetokounmpo è in salute e pronto a giocare, scenda in campo. Purtroppo, le politiche anti-tanking sono efficaci solo se applicate correttamente; i tifosi, i partner televisivi e l’integrità stessa del gioco continueranno a risentirne finché la proprietà non verranno adeguatamente controllate. Non vediamo l’ora di collaborare con l’NBA su nuove proposte concrete che affrontino e scoraggino direttamente il fenomeno del tanking”.





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