Secondo diversi dirigenti NBA interpellati da Tim Bontemps, la trade deadline di febbraio dovrebbe essere piuttosto tranquilla, mentre si prevede un’estate 2026 molto più movimentata. I salari elevati dei giocatori e le nuove restrizioni introdotte dal CBA stanno infatti riducendo le possibilità di trade nel corso della Regular Season, con le squadre alle prese con i limiti imposti dalla luxury tax e dai temuti “apron”.
Di recente i Nuggets hanno preferito non aggiungere un giocatore nonostante i numerosi infortuni, molto probabilmente anche per non aumentare il payroll.
L’idea diffusa è che una deadline poco attiva possa però fare da preludio a un’estate estremamente caotica.
Diversi giocatori di alto profilo hanno un mercato limitato a causa di contratti molto pesanti. Ad esempio Trae Young e Zach LaVine, entrambi intorno ai 40 milioni annui, cifre difficili da assorbire per molte squadre.
Per quanto riguarda Giannis Antetokounmpo, il greco continua a ribadire di non voler discutere un futuro lontano da Milwaukee. Secondo gli addetti ai lavori, un’eventuale richiesta di trade in estate gli garantirebbe maggior potere nella scelta della prossima destinazione.
Nel frattempo i Bucks rimangono determinati a migliorare il roster attorno a lui prima della deadline del 5 febbraio e quindi non prenderanno in considerazione una sua cessione a stagione in corso.





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