È innegabile che i rigidi vincoli del nuovo CBA stiano condizionando le strategie dei Front Office NBA molto più che nel recente passato. Emblematico è il caso delle estensioni per i giocatori scelti nel Draft 2023, con il solo Victor Wembanyama ad aver già siglato un nuovo accordo.
Sebbene da qui alla deadline di fine ottobre possano esserci sviluppi per altri atleti della Draft Class – pensiamo ai gemelli Thompson, Cason Wallace, Brandon Miller, Keyonte George e altri ancora -, il messaggio appare inequivocabile: il timore di incorrere nelle sanzioni legate al superamento degli “Apron” ha ridotto drasticamente la propensione al rischio, persino quando si tratta di investire sui talenti più giovani e quindi promettenti.
Brian Windhorst di Espn ne ha parlato nel corso di The Hoop Collective.
“Ieri stavo discutendo con un dirigente riguardo allo stato delle trattative per i giocatori che stanno entrando nell’ultimo anno dei loro contratti da rookie, e la risposta breve è che non sto sentendo nessuna voce….
Prendiamo per esempio i gemelli Thompson. So che entrambe le loro squadre vorrebbero riuscire a rinnovarli, ma se fosse facile, l’accordo sarebbe già stato raggiunto. Il cosiddetto “Fun Max”, l’epoca in cui le squadre concedevano facilmente estensioni al massimo salariale, ora non esiste più.
Le trattative in tutta la NBA sono molto più complicate rispetto a quanto accadeva con il precedente Collective Bargaining Agreement. Un dirigente mi ha detto ieri che tutto dipende dalla flessibilità rispetto agli apron. Se hai spazio sotto gli apron, puoi fare operazioni di mercato e andare a prendere talento. Con queste rigide regole sugli apron, i Front Office hanno il terrore di incorrere in un contratto pessimo proprio dal punto di vista finanziario, mentre cercano di costruire e portare avanti il roster”.
https://www.youtube.com/watch?v=UqpOe7udCO4





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