NBA Europe, il trionfalismo negli USA e il gelo in Europa: ecco quello che è successo

Nella giornata di ieri era fissata la deadline per le manifestazioni di interesse su NBA Europe

Nella giornata di ieri era fissata la deadline per le manifestazioni di interesse su NBA Europe. Era un passaggio chiave atteso da Adam Silver, che negli Stati Uniti è stata accolta con toni trionfalistici. In Europa viene complesso non parlare di fase di stallo, ma facciamo il punto della situazione, anche con informazioni in nostro possesso.

Deadline NBA Europe, il comunicato del vicecommissioner Tatum

Mark Tatum, nelle scorse ore, ha rilasciato questa dichiarazione: «Abbiamo riscontrato un notevole interesse da parte di numerose squadre e investitori potenziali per i posti fissi in franchising in un nuovo campionato europeo sostenuto dalla NBA e dalla FIBA. Il livello di coinvolgimento e l’entità delle offerte riflettono la fiducia del mercato nel modello da noi proposto e l’enorme potenziale ancora inesplorato del basket europeo. Ora esamineremo le offerte in modo più approfondito e selezioneremo i partner che condividono la nostra visione e il nostro impegno nell’accelerare la crescita di questo sport in tutto il continente».

Anche Joe Vardon ha analizzato la situazione su The Athletic, un caposaldo dell’informazione sportiva negli USA e in Gran Bretagna.

Il giornalista parla di due proposte di investimento da 1 miliardo di dollari, «molti altri» avrebbero superato i 500 milioni di dollari. In tutto 120 potenziali investitori con un interesse «serio». I nomi non ci sono, «hanno sottoscritto accordi di riservatezza con NBA», e si tratta «più di manifestazioni di interesse, che offerte vincolanti».

Vardon precisa anche la presenza «di club europei già esistenti, tra cui anche squadre di EuroLeague».

Le voci in Italia

E qui sta un po’ la rottura rispetto alle voci, in Italia e in Europa. Da tempo Real Madrid, Barcellona e Fenerbahce vengono date prossime al rientro nei ranghi di EuroLeague. La Gazzetta dello Sport scrive: «nessuna squadra di Eurolega risulta aver depositato una manifestazione di interesse per questa nuova lega a differenza di quanto sembrava mesi fa, trasformando di fatto questa scadenza solo in una raccolta delle offerte esterne alle realtà già esistenti».

Si parla di colloqui in atto tra Oaktree e Olimpia Milano, ma «La mossa è svincolata dal marchio Inter e anzi vive di luce propria, organica piuttosto all’ampio portafoglio di attività del fondo nel mondo dello sport e agli interessi nella città di Milano». Quindi: «avrebbe approcciato nei mesi scorsi l’Olimpia anche con l’offerta di un proprio ingresso in società con una quota di minoranza di fianco al Gruppo Armani, soluzione gradita che laseerebbe dunque inalterata la gestione portando però capitali importanti per aumentare il budget del progetto sportivo».

E la posizione di Olimpia Milano non cambia: NBA sì, ma come partner di EuroLeague Basketball. Tutto questo mentre una non precisata collaborazione tra RedBird e Pallacanestro Varese sarebbe già in fase di definizione (come confermato anche a Sportando).

E la Prealpina riporta le parole di Luis Scola alla squadra nella giornata di ieri: «NBA Europe? È una ipotesi legata a diverse situazioni in evoluzione. Ma la candidatura di Varese c’è, senza spostarci dalla nostra sede attuale». Tutto mentre altri media, come il Corriere, ipotizzano una Varese in BCL con gare interne a Milano.

Insomma, tra trionfalismi senza nomi, e chiusure dei club europei esistenti, la confusione regna sovrana. Non resta che attendere. Ancora.

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