Napoli, gli obiettivi di Grassi: “Nuovo palasport, polisportiva col calcio, cura del vivaio”

Credits Ciamillo-Castoria
Credits Ciamillo-Castoria

Le parole del presidente e patron partenopeo dopo la promozione in Serie A

Federico Grassi ha fatto un po’ come Massimo Zanetti: se il patron della Virtus Bologna ha conquistato lo scudetto tricolore con un anno di anticipo rispetto alle promesse, lui, presidente del Napoli Basket, ne ha impiegati addirittura due in meno. Nella estate del 2018 dichiarava infatti che sarebbero stati necessari 5 anni per riportare Napoli nella massima serie: gliene sono bastati 3 per festeggiare la promozione.

Un cammino giunto a compimento grazie al 3 a 1 nei confronti di Udine (già battuta nella finale della Coppa Italia), degna avversaria di una serie di play off che ha decretato la prima neopromossa: la GeVi Napoli che il patron e Presidente partenopeo ha costruito in questi anni nsieme agli altri due soci, Alfredo Amoroso e Francesco Tavassi.

52 anni, napoletano, co-owner di Graded SPA, azienda che opera in Italia e all’estero nel campo della progettazione e realizzazione di soluzioni energetiche integrate, Grassi racconta come ha costruito il ritorno di Napoli in A dopo 13 anni.

“L’obiettivo era quello di far tornare Napoli nell’elite del basket, cioè la serie A, crescendo con il tempo, compiendo i passi giusti all’interno di un progetto ambizioso ma che voleva diventare adulto insieme a tutta la società e alle sue strutture. E’vero, dovevamo ricostruire dalle macerie, sapevamo che il percorso sarebbe stato complicato e che c’era tanto da seminare prima di raccogliere. Alla fine però come sempre accade quando lavori bene e hai un disegno preciso in testa, i risultati si raggiungono. Ora il progetto è continuare a consolidarsi, strutturando la società in modo da non essere una comparsa in A e con l’obiettivo di restarci”.

La scalata di Napoli oltre alla acquisizione da parte della nuova proprietà guidata da Grassi ha avuto un altro tassello decisivo: l’ingaggio nell’ottobre del 2019 di Stefano Sacripanti.

“Sapevamo che Sacripanti non era mai sceso in A2 nella sua carriera ma ci abbiamo provato, convincendolo con la bontà del progetto. Poi il Covid aveva cancellato tutto, i campionati si sono fermati e dopo qualche mese ecco la possibilità di far parte della Serie A grazie alla chiamata della Lega Basket per ristabilire il numero pari di squadre: ci ho pensato ma abbiamo deciso di rinunciare per provare a conquistarla sul campo”.

Un figlio, Sergio, che sta muovendo i primi passi da cestista nella Academy del Basket Napoli, un padre appassionato di basket che seguiva la gesta della Napoli di Nicola De Piano, alla quale succedette poi Mario Maione: tutte tappe che Federico Grassi ha percorso da tifoso prima di diventare l’uomo della rinascita partenopea: “Le prime gare di basket a cui ho assistito furono con la gestione De Piano che conobbi anche grazie all’amicizia con mio padre, poi con Maione la mia passione è cresciuta ed ero sempre al palasport. Sono stati i due più grandi presidenti che la storia del basket napoletano abbia avuto, io spero di poter rinverdire la loro grande tradizione”.

Il Napoli Basket torna in Serie A e rispetto ad altre realtà ha un impianto come il PalaBarbuto già pronto e rodato per la Serie A, anche se Grassi ha un sogno nel cassetto.

“La nostra intenzione è rimettere in piedi il palasport “Mario Argento” ma dobbiamo aspettare le nuove elezioni amministrative prima di capire se questo progetto si può riportare avanti: sarebbe bello averlo nuovamente e farlo tornare ad essere la casa del basket. Per adesso il Pala Barbuto resta una ottima soluzione con i suoi 4 mila spettatori che non vediamo l’ora di abbracciare sperando che finalmente la emergenza Covid sia conclusa”.

Pala Argento e non solo: ad esempio un rapporto sempre più stretto con il Napoli Calcio:

“Mi piacerebbe che, come già in tutte le grandi città europee come Madrid, Barcellona, Istanbul e Monaco, vi fosse una struttura unica, una polisportiva che unisca le maggiori forze sportive di una città e ripercorrere i fasti di un tempo quando si andava prima al calcio poi al palasport. Per adesso sono felice del tweet con cui il Napoli Calcio ha salutato la nostra promozione, un segno di attenzione importante che ho molto apprezzato”.

La promozione in serie A costringerà Grassi a lasciare la carica di vice presidente della LNP per la Serie A2 ricoperta dal 2020: ‘”Un abbandono che mi dispiace molto perchè avevo come obiettivo quello di lavorare per costruire riforme in grado di cambiare il nostro basket. Dobbiamo trovare il modo di dare spazio ai nostri giovani, di vedere in campo più italiani e meno americani, ricreando un movimento vincente. Ma il mio impegno in questo senso non verrà meno anche in Lega Basket dove entrerò in punta di piedi, come un novellino al primo giorno di elementari che sta studiando i più grandi. Con questa promozione cambiano molte cose: entriamo nel professionismo, servirà del tempo per adeguarci alla nuova realtà, dovremo lavorare duro ma lo faccio con piacere per questa città che amo”.

L’obiettivo giovani ha già trovato prima concretizzazione nella Academy del Napoli Basket destinata a fungere da punto di riferimento per tutto il basket del territorio napoletano e campano:

“Devo all’Academy e al fatto che mio figlio vi giocasse la ulteriore spinta per trasformare la mia passione per il basket nell’impegno che mi ha portato a rilevare la società. Stiamo cercando di strutturarla come un college, capace di attrarre giocatori anche di altre nazionalità, ma soprattutto di non disperdere nulla dei talenti che possono essere prodotti dal territorio. Lo facciamo seguendo i ragazzi al meglio, ad esempio mettendogli a disposizione anche una mental coach come Barbara Feluca e creando anche una società femminile seguendo l’esempio di altri club della Serie A. In particolare con la Academy maschile abbiamo non solo disputato i campionati giovanili ma anche la Serie C con l’ex capitano della Carpisa Napoli Mimmo Morena a fare da chioccia. E’stato bello vedere questi ragazzi battersi contro avversari più esperti e attrezzati, purtroppo il Covid ha frenato in parte questi progetti”.

Napoli ritorna in Serie A dopo una stagione difficile, contrassegnata dalla quasi totale assenza di pubblico che ha costretto i club a grandi sacrifici per mantenere in piedi l’ attività agonistica: “Siamo riusciti a portare in fondo la stagione tra mille problemi e anche prendendoci dei rischi ma lo abbiamo fatto perché crediamo in questo progetto: è vero, sono stato uno dei sostenitori del fatto che non si dovesse ripartire quest’anno senza adeguate garanzie, alla fine abbiamo accettato ugualmente. Ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso di buttarci anche per dare una opportunità a tanti appassionati che avevano seguito la nostra avventura e ora ne siamo felici: l’unica tristezza è stato non avere avuto al nostro fianco il padre del nostro amministratore delegato Alfredo Amoroso che ci ha lasciato dieci giorni prima delle finali: era un nostro grande tifoso, questa vittoria è dedicata a lui.

Ora guardiamo alla prossima stagione con fiducia, gli aiuti non sono stati tanti ma ad esempio il mantenimento del credito di imposta è una misura importante per il movimento. Servirà anche questo per dare fiducia agli imprenditori che ci mettono denaro e passione e per varare una politica di attenzione e sviluppo dei settori giovanili che ho sempre avuto tra i miei obiettivi. Augurandoci che non si rovinino con assurde riforme quelle realtà associative che tengono in piedi questa attività e che con nuove norme potrebbero anche vedere vanificati i propri sforzi. Il nostro obiettivo è quello di tornare a produrre qualche buon giocatore del territorio e fargli indossare la nostra maglia anche se capisco che serviranno almeno 4 o 5 anni di grande lavoro per vedere risultati concreti. Ma tutte le società campane e i genitori dei loro ragazzi devono sapere che potranno vedere i loro figli crescere e giocare qui da noi”.

Fonte: LBA.

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