Meo Sacchetti: Chiamai Sims, ma non mi rispose. Poi si è creata l’occasione Happ

Meo Sacchetti: Chiamai Sims, ma non mi rispose. Poi si è creata l’occasione Happ

Meo Sacchetti parla della sua Fortitudo Pompea Bologna: Credo che Fantinelli, Gherardo Sabatini e Mattia Palumbo abbiano dei buoni margini di miglioramento

Meo Sacchetti parla della sua Fortitudo Pompea Bologna con il Resto del Carlino.

SULL’ADDIO A SIMS

«Quando sono arrivato la società mi ha detto che i ragazzi confermati sarebbero stati Matteo Fantinelli, Pietro Aradori, Niccolò Dellosto e Sims. L’agente di Henry mi ha chiamato una volta per parlare, dopo ho chiamato il giocatore senza ricevere risposta e poi ha avuto questa offerta importante dalla Corea. A quel punto si è creata la situazione per portare Happ. Tutto è nato da un semplice contatto che si è trasformato in un qualcosa di importante. Sarà difficile tenerlo il prossimo anno, ma intanto abbiamo un lungo che corre e passa la palla, qualità non comuni nel campionato italiano».

SULLE PROSPETTIVE

«Credo che Fantinelli, Gherardo Sabatini e Mattia Palumbo abbiano dei buoni margini di miglioramento. Penso che un ragazzo possa migliorare anche quando non è più un giovane. Da giocatore ho affrontato tante volte Oscar Schmidt, lo conoscevo a memoria. Sapevo che lui quando andava a sinistra andava sul palleggio arresto e tiro, ma in un torneo aveva cambiato, andava a sinistra arrivava fino in fondo con gancio sinistro. Gli chiesi dove lo avesse imparato e la sua risposta fu che si era allenato. Era uno che faceva 30 punti, ma non si accontentava. Tutti i giocatori dovrebbero avere la stessa ambizione».

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