Stasera l’Italbasket affronterà l’Argetina, 21 anni anni dopo la finale olimpica di Atene 2004. Per l’occasione il Corriere dello Sport ha intervistato Matteo Soragna, uno dei protagonisti di quella serata ad Atene.
Queste alcune delle parole dell’attuale telecronista di Sky Sport.
Il ricordo di Soragna della finale olimpica contro l’Argentina: “La bandiera con i cinque cerchi, il simbolo olimpico, un palazzo strapieno, la sirena che suona per la fine della partita. Ero vicino ad Andres Nocioni, un avversario. “Ti rendi conto di cosa è stato?”, disse. E iniziarono i loro festeggiamenti. A 5 minuti dalla fine eravamo in parità. Poi la loro grande qualità fece la differenza. Avevamo eliminato la Lituania in semifinale ed era stato un grande risultato. Peccato aver giocato, dai quarti in poi, ogni giorno. Arrivammo alla finale un po’ stanchi. Però erano più forti, non lo posso negare. Una vera generazione di fenomeni”.
Questa l’idea dell’ex Treviso sulla Nazionale odierna: “Stanno mantenendo un giusto approccio fatto di grande disponibilità. In campo è una squadra intensa, che sa esprimere un gioco gradevolissimo, che fa innamorare, impressione che danno verso l’esterno è che in campo si divertono molto e di conseguenza fanno divertire chi li guarda”.
Cosa si aspetta Matteo Soragna da questa Nazionale agli europei?: “C’è tanta attesa sulla Nazionale ed è normale. Credo che il famoso muro dei quarti possa essere finalmente scavalcato. Servirà magari anche un pizzico di fortuna, facendo girare a nostro favore quegli episodi che in passato ci sono andati contro. Il podio? Sopra a tutte sembrano esserci Serbia, Germania e Francia. L’ordine mettetelo a piacere”.





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