Matteo Cotelli commenta così il ko di Pallacanestro Brescia con Trapani Shark: «Sbagliato approccio difensivo nel primo tempo, nella ripresa bene il rientro ma sono mancati alcuni dettagli».
«Prima di tutto, complimenti a Trapani, che ha disputato una grande partita. Noi, secondo me, abbiamo sbagliato un po’ l’approccio difensivo nei primi due quarti: abbiamo concesso troppo, soprattutto in campo aperto, e non siamo stati abbastanza solidi. In attacco abbiamo perso qualche pallone di troppo. Bella però la reazione nella ripresa, dove siamo riusciti a rientrare e a giocarci la gara fino in fondo. Non era facile, in un ambiente caldo contro una squadra molto forte. Siamo mancati in alcuni dettagli: tiri liberi sbagliati — e sono stati tanti —, palle perse, qualche conclusione facile che non è entrata. Ma questo è il basket: sapevamo che sarebbe stata una partita complicata. Ci è mancato un soffio, ma abbiamo spunti importanti su cui lavorare».
Alla domanda sulle difficoltà offensive nel secondo quarto e sull’assenza di Ivanovic in quel frangente, il coach ha risposto:
«Sì, l’assenza di Ivanovic ha pesato, aveva due falli e siamo stati costretti ad accorciare le rotazioni. Alcuni giocatori sono stati sovrautilizzati e hanno finito la benzina. Inoltre, ci siamo un po’ scoraggiati dopo aver sbagliato alcuni tiri aperti, da tre e da due, e questo ci ha tolto disciplina difensiva, che invece abbiamo ritrovato nel secondo tempo. Penso che siano stati determinanti l’imprecisione al tiro e il dover rinunciare a due pedine fondamentali come Ivanovic e Ndour».
Infine, a proposito del tiro finale affidato a Burnell, Cotelli ha chiarito:
«In quel momento Ivanovic era fuori per falli e Masinburg non stava bene, non poteva essere della partita negli ultimi minuti. Abbiamo deciso di affidarci a uno dei nostri migliori giocatori, Burnell. L’idea non era quella di prendersi un tiro da tre, ma di attaccare il ferro. Il ragazzo ha deciso diversamente, ha scelto di tirare dall’arco. È un errore che può succedere, fa parte del processo di crescita, tanto per i giocatori quanto per noi allenatori. La scelta di affidare a lui l’ultimo possesso però era voluta».
E sulla guardia: «Massinburg ha sentito indurirsi il polpaccio e non volevamo rischiarlo».





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