Mateo: Pensavo di rimanere al Real Madrid dopo l’ottimo finale di stagione…

Chus Mateo

Il Real Madrid ha deciso di affidare la squadra a Scariolo

Chus Mateo, ex coach del Real Madrid, ha concesso un’intervista a Encestando.

Tra gli argomenti trattati, la separazione dai Blancos, dopo esser stato messo in discussione praticamente dal suo arrivo in panchina.

“È certamente stata una costante da quando sono arrivato. Già nella mia prima stagione c’erano diverse voci, diciamo, o notizie secondo cui non sarei rimasto alla fine di quell’anno. È un qualcosa con cui io, i miei giocatori e i miei assistenti abbiamo dovuto convivere, naturalmente qualcosa che non aiuta mai, anche se lo accetti e sai che questo è il Real Madrid e ci saranno sempre rumors. Poi, quando abbiamo vinto l’Eurolega, tutto si è fermato, anche se è vero che in quest’ultima stagione questo tipo di voci sono tornate più volte.

Queste cose ti arrivano dall’esterno, in un modo o nell’altro. Abbiamo cercato di isolarci e continuare con il nostro lavoro, soprattutto nei primi mesi della stagione, quando le cose non stavano andando per il verso giusto. Poi, dopo aver vinto il campionato, e avendo un altro anno di contratto, pensi di poter continuare, non fosse altro che per i risultati. Negli ultimi mesi siamo stati al livello richiesto dal Real, con 30 vittorie nelle ultime 31 partite di ACB e il titolo vinto 3-0 contro un grande rivale come il Valencia Basket. Ottenere risultati del genere naturalmente ci ha portati a pensare di poter proseguire, ma ci siamo rapidamente resi conto che non sarebbe stato così….

Voglio sottolineare che in tre anni abbiamo vinto sei titoli su dodici, e altri ci sono sfuggiti in finale o nei momenti decisivi. Ma siamo al massimo livello dello sport: gli avversari sono forti,  anche loro si rinforzano, lavorano e si preparano per vincere”.

Infine una domanda interessante sul ruolo dell’allenatore nelle scelte di mercato dei Blancos.

D. In che misura l’allenatore del Real Madrid partecipa alla composizione della squadra? C’è molto dibattito interno o a volte l’allenatore si limita a gestire il roster che gli viene dato?

Direi più la seconda. Il club ha il suo team di scouting e di analisi… e ci sono i responsabili che firmano i giocatori e prendono le decisioni. Nel bene o nel male, questa è sempre stata la metodologia fin da quando ero un assistente. C’è  stata una certa stabilità nelle persone e nel modo di lavorare che credo sia stata una delle chiavi del successo della sezione negli ultimi 15 anni.

Si può pensare che quest’anno non abbiamo azzeccato molto o che abbiamo commesso errori in alcune decisioni — lo capisco —, ma lo stesso è accaduto anche in passato. Alla fine, però, si è dimostrata una squadra valida nonostante quei presunti errori. E parlo al plurale, in prima persona plurale, perché è così che mi piace vedere la pallacanestro….”.

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