Massimo Zanetti, presidente di Virtus Bologna, ha parlato su Il Gazzettino. Ecco alcune sue dichiarazioni.
SULLA SUA GESTIONE
«Sicuramente positivo. Da quando sono presidente abbiamo vinto un trofeo all’anno: una coppa l’ho sempre portata a casa. Quello di quest’anno è il mio secondo scudetto. Ci voleva dopo tre campionati vinti di fila da Milano: almeno ci alterniamo».
SULLA STAGIONE
«I problemi sono nati con l’Eurolega più che con il campionato. Ma il torneo continentale è complicato, difficile e alla fine vince sempre uno solo. Il presidente del Monaco è un mio grande amico ed è già due anni che arriva alla Final Four mancando però il risultato finale. E poi guardiamo anche le difficoltà incontrate da Milano, che ha più mezzi di noi. Però ricordo anche che la Virtus due Euroleghe le ha comunque vinte».
«È un torneo affascinante quanto complicato. Adesso poi che entrano in scena protagonisti come Dubai e Tel Aviv, che ha alle spalle un miliardario americano con enorme possibilità economiche, sarà ancora più difficile. I costi sono schizzati: un giocatore che prima prendevi a 400mila euro ora lo tratti a due milioni».
SU MAURIZIO GHERARDINI
«Non mi sono opposto. Sono rimasto tra quelli equidistanti. Secondo me Gandini (il presidente uscente ndr) non ha fatto male. Ma sa qual è la questione?» (su Gherardini presidente LBA).
SUL PRESIDENTE DI LBA
«Il presidente di Lega non è così determinante. Lo diventa solo se dimostra di avere la capacità di arrivare a firmare importanti contratti per i diritti televisivi».
«Ma i diritti televisivi, adesso, portano alle società pochissimo, quasi niente. Le televisioni preferiscono investire milioni su milioni nel calcio. Investono solo se hanno la garanzia di fare ascolti altissimi. Vediamo se, da questo punto di vista, Gherardini riuscirà a fare meglio di Gandini. Sinceramente non lo so se sarà possibile, un presidente può arrivare fin là. Di certo gli auguro il meglio».
SULLA VALORIZZAZIONE DEL BASKET
«Forse lasciare che vengano valorizzate, dal punto di vista televisivo, le squadre più grosse. Da noi le società più piccole si oppongono perché temono di perdere visibilità, ma in realtà non è così: i più grossi trascinano i più piccoli generando benefici per tutti. Nel calcio, per fare un esempio, funziona così».





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