Mario Fioretti: Un condensato di emozioni ma felice della solidità della mia squadra

Mario Fioretti ha raccontato le emozioni nel ricordare anche la scorsa domenica il Signor Giorgio Armani

Intervistato da Fabrizio Fabbri sul “Corriere dello Sport”, coach Mario Fioretti ha raccontato le emozioni nel ricordare anche la scorsa domenica il Signor Giorgio Armani: “Il video con le immagini di Giorgio Armarli hanno provocato una stretta al cuore e una lacrima per chi, come me, lo ha conosciuto. Poi nel condensato di emozioni è arrivato il tributo nei miei confronti dei tifosi biancorossi. Non finirò mai di ringraziarli”.

Poi però si è alzata la palla a due: “L’emozione l’ho messa da parte. Ovvio che conoscevo l’avversaria e le specificità di qualche giocatore. E avendo vissuto l’Eurolega sapevo bene quante scorie lasciano le due partite ravvicinate. Sapevamo di dover tenere il ritmo molto alto per provare a sfruttare la loro eventuale stanchezza. Ci siamo riusciti. Il rischio di un contraccolpo mentale quando nel terzo quarto abbiamo visto polverizzare il vantaggio di 15 punti, con l’Armani che è andata avanti, c’è stato. Però lì ho toccato con mano la grande solidità della mia squadra. Non ci siamo arresi, abbiamo ripreso il filo della partita e difeso come avevamo fatto nella prima metà di gara e l’abbiamo portata a casa”.

Quali sono gli obiettivi dei piemontesi per la stagione? “Con la società li abbiamo fissati: andare alla Final Eight di Coppa Italia e centrare i playoff. Non sarà per niente facile visto il livello di questa serie A”.

Forse domenica al Forum ha rischiato di sbagliare panchina… “Quello no, perché ero concentrato sulla mia squadra. Ma a fine gara, quando l’adrenalina stava scendendo ho finito la conferenza stampa e ho fatto il solito percorso degli anni passati. C’è una palestra secondaria. Davanti a quella porta, per istinto, ho titubato. Ma poi sono andato avanti. Perché l’Olimpia è il passato, il mondo in cui sono cresciuto, ho vinto e a cui ho dato e ricevuto tanto. Ma il presente ed il futuro hanno un solo nome: la Bertram”.

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