Poi però si è alzata la palla a due: “L’emozione l’ho messa da parte. Ovvio che conoscevo l’avversaria e le specificità di qualche giocatore. E avendo vissuto l’Eurolega sapevo bene quante scorie lasciano le due partite ravvicinate. Sapevamo di dover tenere il ritmo molto alto per provare a sfruttare la loro eventuale stanchezza. Ci siamo riusciti. Il rischio di un contraccolpo mentale quando nel terzo quarto abbiamo visto polverizzare il vantaggio di 15 punti, con l’Armani che è andata avanti, c’è stato. Però lì ho toccato con mano la grande solidità della mia squadra. Non ci siamo arresi, abbiamo ripreso il filo della partita e difeso come avevamo fatto nella prima metà di gara e l’abbiamo portata a casa”.
Quali sono gli obiettivi dei piemontesi per la stagione? “Con la società li abbiamo fissati: andare alla Final Eight di Coppa Italia e centrare i playoff. Non sarà per niente facile visto il livello di questa serie A”.
Forse domenica al Forum ha rischiato di sbagliare panchina… “Quello no, perché ero concentrato sulla mia squadra. Ma a fine gara, quando l’adrenalina stava scendendo ho finito la conferenza stampa e ho fatto il solito percorso degli anni passati. C’è una palestra secondaria. Davanti a quella porta, per istinto, ho titubato. Ma poi sono andato avanti. Perché l’Olimpia è il passato, il mondo in cui sono cresciuto, ho vinto e a cui ho dato e ricevuto tanto. Ma il presente ed il futuro hanno un solo nome: la Bertram”.





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