Mario Chalmers ha raccontato perché si sentisse libero di contestare anche LeBron James durante l’era dei Big Three a Miami. Intervistato da Brandon “Scoop B” Robinson, l’ex playmaker ha indicato nella responsabilità reciproca uno dei segreti di quei Heat.
«Non avevamo paura di responsabilizzarci a vicenda», ha spiegato Chalmers. James accettava le osservazioni senza trasformarle in uno scontro personale, perché tutti comprendevano che le critiche avevano come obiettivo il miglioramento della squadra.
Dopo la sconfitta nelle Finals 2011, Miami dovette inoltre definire le gerarchie tra James, Dwyane Wade e Chris Bosh. Secondo Chalmers, fu soprattutto Bosh a sacrificarsi, allontanandosi dal canestro e diventando il «catalizzatore» del sistema che conquistò i titoli del 2012 e 2013.




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