Intervistato da Cosimo Cito per La Repubblica, Marco Belinelli ha parlato del progetto NBA Europe ma non solo.
Sul suo docu-film: “L’idea è nata l’anno scorso, durante la stagione, il mio ultimo campionato. La cosa importante era raccontare il mio sogno, la mia storia, i momenti complicati della mia carriera, la mia famiglia, i miei amici. Provare a essere d’esempio per i giovani. E insegnare la perseveranza”.
Com’è nata la passione per il basket?: “Grazie ai miei fratelli. Enrico, il più grande, oltre a giocare era un appassionato di basket: registrava dalla tv e poi mi costringeva a lunghe visioni. L’amore è nato così. Un amore difficile, perché i miei compagni di classe giocavano a calcio. Io ero uno dei pochi a fare questo sport che si gioca con le mani. Una cosa bizzarra per noi italiani, abituati a prendere a calci il pallone”.
Su NBA Europe: “«Potrebbe essere sicuramente interessante, ma al momento le risposte rimangono un po’ vaghe. Roma, Milano, Bologna? Dovremo capire modalità e tempi”.
E poi sul sogno di tanti tifosi di vederlo tornare in campo nel 3×3 insieme a Bargnani e Gallinari: “Il basket è il passato per me, ho dato tutto. Mi piacerebbe lavorare con i giovani. Ora sono anche Virtus Ambassador”.





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