In occasione del lancio del suo docufilm “The Basketball Dream” Marco Belinelli è stato intervistato dalla stampa. Queste alcune delle sue parole, riportate dal Corriere dell’Umbria.
Andiamo a leggere alcune delle sue dichiarazioni.
Su NBA Europe: “Tutti dicono che si farà ma poi quando si passa alla domanda: ‘Ma come si farà?’ nessuno in realtà sa rispondere. Quindi, se non lo sa chi dovrebbe organizzarla, figuratevi cosa possa dirvi io, fermo restando che chiaramente è un’idea che piace a tutti, me compreso. Da parte mia mi rendo disponibile qualora venga ritenuto che io possa dare una mano a questo progetto. E penso potrei essere d’aiuto”.
Sul suo rapporto con la Nazionale: “Il più grande rammarico della mia carriera è stato quello di non aver vinto nulla con la maglia azzurra. Perché sarebbe stato veramente la ciliegina sulla torta. Sono stato sempre contento ed anzi veramente orgoglioso di rappresentare l’Italia, per me stesso, per la mia famiglia e per tutto il mio Paese. Anche perché da giocatore Nba ritengo che giocare in Nazionale abbia un valore ancora più importante. Non aver conquistato nessun trofeo è stato davvero molto pesante. Ho ricordi che mi provocano grande sofferenza di alcune partite perse, penso a quella di Torino contro la Croazia ma purtroppo ce ne sono state anche altre. Per almeno una decina d’anni sono andato tutte le estati con l’Italia, se non sbaglio la prima convocazione fu nel 2005 con Recalcati. Forse a mancarci è stata un po’ di fortuna, anche se in quegli anni le avversarie erano molto diverse da quelle di oggi, pensate a come erano la Lituania, la Croazia, con un livello molto più alto. Nonostante la nostra squadra fosse veramente forte, penso a quella di Berlino. Forse non avevamo ancora l’esperienza necessaria, mi ci metto io per primo”.
E poi sulla possibilità, ad oggi molto remota, di tornare in campo per il 3×3 olimpico a Los Angeles 2028: “Le Olimpiadi nel 3×3? Sarebbe
molto bello e… romantico. Con Andrea (Bargnani ndr) viviamo a 5′, spesso ci incontriamo ad accompagnare i bambini a scuola. Simpaticamente ne abbiamo parlato, ci siamo fatti qualche risata. E anche col Gallo (Gallinari ndr). Probabilmente servirebbero… meno acciacchi ma sarebbe bello, l’occasione per partecipare alle Olimpiadi, a cui purtroppo ho fatto solo da spettatore”.





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