Luigi Suigo, uno dei principali prospetti della pallacanestro italiana, ha concesso un’intervista a Fabrizio Ponciroli de Il Corriere dello Sport oggi in edicola.
Tra i passaggi principali, un primo bilancio sull’approdo a Villanova.
“Direi che è andato tutto come previsto. I miglioramenti ci sono stati e continuano a esserci. Direi che sono soddisfatto di quello che ho fatto sino ad ora”.
“La scelta di andare a Villanova è stata fatta per migliorare ulteriormente come giocatore e poter essere chiamato il più alto possibile nel prossimo Draft NBA.
Siamo una buona squadra. L’obiettivo è vincere la nostra Conference (la Big East, ovvero la stessa di Quinn Ellis e St. John’s) e poi arrivare alla March Madness. A livello personale voglio far bene per essere tra le prime 10 scelte del prossimo Draft NBA”.
Il rapporto con la maglia azzurra.
“Spero di poter essere un valore aggiunto alla Nazionale e, magari, un giorno diventare il leader della squadra. La cosa che voglio far capire è che la maglia della Nazionale mi è sempre stata a cuore. Gioco con l’azzurro dalle giovanili, spero e credo di poter dare una mano importante. Mi piace che si dica che sono l’unicorno azzurro ma poi devi dimostrare in campo il tuo valore”..
Sul soprannome di “Wemby italiano”.
“Certo che mi piace essere chiamato così ma c’è ancora tantissimo lavoro da fare per arrivare a quel livello. Parliamo di uno che, tra 30 anni, se la carriera andrà come previsto e non ci
saranno infortuni, sarà nelle conversazioni su chi sia il più grande di sempre”.





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