Luca Banchi torna alla guida dell’Italia: “Questa Nazionale è una seconda famiglia”

Banchi e Fontecchio Italbasket
Banchi e Fontecchio Italbasket

Il commissario tecnico azzurro è rientrato a Folgaria dopo l’assenza per motivi familiari e prepara con il gruppo le prossime sfide contro Bosnia e Serbia. Tra il bilancio del primo periodo da CT, il valore degli italiani in LBA e le ambizioni per il futuro della Nazionale.

“La pallacanestro è il mio ambiente e mi è mancata”

Dopo essere stato costretto ad allontanarsi temporaneamente dalla Nazionale per motivi familiari, Luca Banchi è tornato a Folgaria per riprendere il lavoro alla guida del gruppo azzurro.

Durante la sua assenza, il vice Ramondino e il resto dello staff hanno portato avanti il lavoro, ma per Banchi il ritorno in palestra ha avuto un significato particolare.

“La pallacanestro è il mio ambiente e mi è mancata, questa Nazionale è una seconda famiglia. Allenare per me non è solo gestire un gruppo, dare delle regole. La palestra è il luogo dove mi sento a mio agio, dove riesco a esprimermi.”

Il CT ha anche voluto sottolineare l’affetto ricevuto durante il periodo lontano dalla squadra.

“È stato bellissimo ritrovare persone che in queste settimane di assenza non hanno mai mancato di far sentire a me e alla mia famiglia costante sostegno, a cominciare dal presidente Petrucci.”

“Non avevo alcun dubbio sul mio staff”

Il lavoro svolto dagli assistenti durante la sua assenza ha confermato a Banchi la bontà del gruppo costruito intorno alla Nazionale.

“Non avevo alcun dubbio sul mio staff. Ho sempre creduto nelle competenze dei miei assistenti e le loro qualità confermano la bontà della nostra scuola tecnica.”

Secondo il CT, uno degli obiettivi raggiunti è stato quello di creare un ambiente nel quale ogni componente possa essere valorizzato.

“Credo si possa riconoscere di aver creato un ambiente in grado di valorizzare ogni componente, a garanzia di atleti e club.”

39 giocatori convocati: “Abbiamo cercato di dare dei connotati tecnici certi”

Banchi ha poi tracciato un primo bilancio della sua esperienza sulla panchina azzurra.

“Ho convocato 39 giocatori, 25 sono andati a referto. Abbiamo cercato, con i miei assistenti, di dare dei connotati tecnici certi pur avendo spesso tempi ristrettissimi.”

Ora, con il raduno di Folgaria, l’obiettivo è lavorare con maggiore continuità.

“Si può lavorare per fissare ancora meglio certi concetti. L’obiettivo è rendere semplice per i ragazzi il basket che noi abbiamo in testa.“

Nel gruppo sono entrati anche giocatori importanti come Nicolò Melli, Simone Fontecchio e Darius Thompson, mai utilizzati finora da Banchi da quando è diventato CT.

Bosnia e Serbia: “Sarà un livello molto alto”

Le prossime due sfide di qualificazione al Mondiale 2027 contro Bosnia ed Erzegovina e Serbia rappresentano un test importante per gli azzurri.

“Abbiamo una classifica confortante, ma sappiamo che tutto può essere rimesso in gioco. Bosnia e Serbia sono avversarie di valore.”

E il livello delle partite sarà particolarmente elevato.

“Tutte le Nazionali schiereranno i migliori. Sarà un livello molto alto.“

“I giocatori italiani sanno rispondere alla grande”

Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda il ruolo dei giocatori italiani all’interno dei club di LBA.

Per Banchi, la stagione appena conclusa ha confermato che quando agli italiani viene affidata responsabilità, questi sono in grado di rispondere positivamente.

“La conferma che, se vengono rivestiti di un ruolo di responsabilità, i giocatori italiani sanno rispondere alla grande.“

Il CT non ritiene quindi indispensabile introdurre nuove regole per obbligare le società a schierare italiani.

“Non ritengo che servano regole restrittive per obbligare i club a schierare giocatori italiani, quanto piuttosto convincere proprietari, dirigenti e allenatori che, grazie ad adeguate opportunità, i nostri atleti possano essere in grado di offrire competitività combinata a un fortissimo senso di appartenenza.”

Banchi ha citato diversi giocatori che hanno avuto un ruolo importante nelle squadre arrivate alle semifinali: Mannion, Ricci, Tessitori, Candi, Niang, Pajola, Ferrari, Diouf, Akele e Della Valle.

Secondo il CT, esempi come questi dimostrano che gli italiani possono diventare centrali nei progetti tecnici delle grandi squadre.

Le due Roma e Napoli: “Scelta che mi trova totalmente d’accordo”

Banchi ha poi guardato alla nuova stagione di Serie A, caratterizzata dall’ingresso di nuovi investitori e da progetti ambiziosi.

In particolare, considera positiva la scelta delle due squadre romane e di Napoli di puntare anche su una base di giocatori italiani.

“Scelta che mi trova totalmente d’accordo, in scia di esempi come l’Olimpia Milano dell’era Armani o la Virtus Bologna dell’era Zanetti.”

Secondo Banchi, entrambe le realtà hanno dimostrato come sia possibile stabilizzarsi ai vertici costruendo un nucleo italiano di talento e prospettiva.

Il CT è inoltre curioso di vedere all’opera la neopromossa Verona.

“Certamente offrirà un importante palcoscenico a giocatori emergenti come Loro, Zampini e Poser, già nel radar della nostra Nazionale maggiore.”

Il futuro: Banchi vuole continuare il lavoro

Nonostante le offerte ricevute, Banchi ha scelto di proseguire il proprio percorso sulla panchina della Nazionale.

“Vedo il margine perché il lavoro avviato come CT in questa prima stagione possa essere proseguito con profitto.“

Il tecnico considera determinante anche il lavoro della Federazione e delle figure che lo affiancano.

“La guida del presidente Petrucci e il sostegno di Salvatore Trainotti e Gigi Datome saranno determinanti per lasciare in eredità, a chiusura di questo ciclo, un’organizzazione ancor più solida in grado di portare i colori azzurri a raggiungere importanti traguardi.”

Un progetto che Banchi vuole quindi continuare a costruire nel tempo, con una Nazionale sempre più strutturata e un movimento capace di produrre giocatori italiani protagonisti anche ai massimi livelli.

Fonte: Il Corriere dello Sport

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