Lo stop di Bramos è l’ultimo di una serie di problematiche fisiche che hanno colpito Venezia

Lo stop di Bramos è l’ultimo di una serie di problematiche fisiche che hanno colpito Venezia

Per L'Umana Reyer una serie interminabile di infortuni

Dopo il grave infortunio occorso a Michael Bramos, a  firma di Michele Contessa della Nuova Venezia, il resoconto dettagliato di una stagione a dir poco sfortunata e travagliata della formazione di Walter De Raffaele tra infortuni e Covid.

Che potesse essere una stagione travagliata si sono avute già a fine luglio quando Daye è risultato positivo al virus ai test effettuati al ritorno in Italia da Los Angeles per la pre-­season. Ritiro di Alleghe­/Caprile saltato, via libera dopo il doppio tampone negativo il 17 agosto, in tempo per giocare 17′ contro Treviso all’esordio in SuperCoppa a fine mese. La rosa di Walter De Raffaele è stata poi “colpita” da infortuni più o meno gravi: lunghe le assenze di Mitchell Watt (problemi alla schiena, assente dal primo novembre al 20 dicembre) e di Valerio Mazzola (lesione muscolare a Kazan in Eurocup il 4 novembre, ritorno in campo con Cremona il 24 gennaio), oltre un mese di lontananza dai campi per Isaac Fotu (lesione muscolare al gemello mediale della gamba sinistra, rimediato il allenamento il 12 gennaio), rientrato sabato a Sassari. Allenamenti e minutaggi da centellinare per Gasper Vidmar, ancora fuori dai giochi, prima per il ginocchio, poi per l’infortunio al polpaccio il giorno prima della Final Eight di Milano, dentro e fuori per Bruno Cerella a causa di una microfrattura al piede, gli acciacchi di Bramos (fascite plantare), Stone (ginocchio) e Daye (ginocchio). Poi la lunga serie di giocatori colpiti dal virus, prima Casarin e Tonut, che si è anche sottoposto a un piccolo intervento post­-Covid, poi De Nicolao, Vidmar, D’Ercole e Cerella.

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