Orazio Cauchi di Basketnews ha raccontato la nuova era di Derthona Basket. Ecco la traduzione integrale.
Dopo anni di partite giocate lontano da casa, il Derthona Basket torna finalmente a Tortona. Il 21 settembre il club inaugurerà la nuova Cittadella dello Sport, arena da 5.000 posti che rappresenta simbolo di ambizione e rinascita. Con una nuova dirigenza, un nuovo allenatore e una città pronta ad abbracciare di nuovo la propria squadra, per il basket tortonese si apre un capitolo inedito.
Dieci anni possono sembrare pochi nella grande storia, ma per un tifoso sono un tempo lunghissimo. A Tortona, cittadina piemontese di poco meno di 30.000 abitanti, l’atmosfera del grande basket si respira dal 2021, anno della promozione in Serie A e dell’ingresso di Beniamino Gavio come proprietario di maggioranza. Già sponsor del club, la famiglia Gavio – attiva in settori che spaziano dalle concessioni autostradali alla logistica, dall’ingegneria al navale – ha deciso allora di investire direttamente, inaugurando una nuova epoca.
La prima stagione in Serie A fu subito un successo: semifinali scudetto e finale di Coppa Italia contro l’Olimpia Milano. L’anno successivo arrivarono ancora i playoff e nel 2023-24 la prima avventura europea, con la partecipazione alla Basketball Champions League. La scorsa stagione, però, è stata più complicata: niente playoff né Final Eight di Coppa Italia, ma comunque i quarti di BCL.
Il 2025/26 segna quindi un punto di svolta, non solo per il desiderio di riscatto, ma anche perché, dopo oltre dieci anni, la squadra tornerà a giocare a Tortona. Prima a Voghera (sette stagioni), poi a Casale Monferrato (quattro stagioni), un’intera generazione di giovani tifosi non ha mai potuto vedere la propria squadra dal vivo in città.
Il 21 settembre l’attesa finirà: con un’amichevole contro i campioni d’Italia della Virtus Bologna, verrà inaugurata la Cittadella dello Sport, commissionata dalla famiglia Gavio e progettata dallo studio Barreca & La Varra. Situata nella zona di San Guglielmo, si estende su 70.000 mq: oltre all’arena da 5.000 posti, comprende la nuova sede del club (operativa dal 2023), uffici, palestra, spazi multifunzionali, ristoranti e aree commerciali. Una struttura strategica, vicina all’autostrada A7, pensata per attrarre pubblico anche da Pavia, Genova, Piacenza e Asti.
«Questa nuova arena deve rappresentare un legame tra club, città e territorio» ha dichiarato il direttore generale Gianmaria Vacirca. «Non è pensabile investire tanto senza restituire qualcosa alla comunità. Il vero obiettivo è creare coinvolgimento e allargare la base di tifosi». Tra le prime richieste di Vacirca al suo ritorno in società, più parcheggi: «Sembrerà strano, ma la prima cosa che ho chiesto è stata un’area parcheggio più grande. Abbiamo aggiunto 800 posti per la partita inaugurale, già sold out».
La struttura, intitolata a Marcellino e Pietro Gavio, fondatori del gruppo, sancisce la volontà della famiglia di investire a lungo termine sul territorio e sulla squadra.
Sul parquet, il nuovo corso è affidato a Mario Fioretti, per vent’anni assistente all’Olimpia Milano, ora per la prima volta capoallenatore. A riportarlo a Tortona è stato proprio Vacirca, reduce dall’esperienza in Olimpia come direttore sportivo. «Conosco Mario da due anni passati insieme a Milano» ha spiegato. «Ha qualità umane straordinarie e grande competenza: è l’uomo giusto per guidare questo progetto».
Fioretti ha trovato a Tortona anche un volto familiare: Tommaso Baldasso, ex Milano, nuovo capitano. «Avere un giocatore italiano capace di incidere come lui è fondamentale. Con un ruolo maggiore, potrà essere decisivo».
Sia Fioretti che Vacirca hanno ricordato con gratitudine l’impatto di Giorgio Armani, recentemente scomparso, che con il suo ingresso nell’Olimpia nel 2004 aveva salvato il club dal fallimento. «La sua gentilezza infinita e la fiducia nelle persone sono un’eredità che porto con me», ha detto Vacirca.
Con Fioretti in panchina, Vacirca in regia e la nuova casa pronta ad accogliere i tifosi, il Derthona sogna in grande. Tortona è piccola, ma l’ambizione della famiglia Gavio va ben oltre i confini cittadini: la Cittadella dello Sport può diventare l’inizio di qualcosa di davvero importante per l’intera regione.





Commenta
Visualizza commenti