In data odierna l’Espresso analizza i guai del pallone, il gruppo Alfieri e la rete in cui sono caduti vari club, tra cui Trapani Calcio e Trapani Shark di Valerio Antonini.
Nell’articolo si parla anche di Matt Rizzetta, fresco numero uno di Napoli Basket, con un passato e un presente nel calcio italiano: «Nonni paisà e voglia di abbinare grandi nomi a progetti imprenditoriali non proprio di primissimo piano».
Si parla del debutto con l’acquisizione del 31% dell’Ascoli Calcio, dove ad oggi: «i crediti fiscali utilizzati, 1.147 milioni id euro in compensazione di 1.638 milioni di euro di imposte sino a febbraio, non risultati certificati dalla Covisoc». Si osserva: «E’ possibile che la provenienza dei crediti dell’Ascoli sia correlata a inchieste della magistratura ordinaria e perciò meritevoli di approfondimento».
Rizzetta comunque: «Non ha nulla da temere, perchè ha venduto la sua quota dell’Ascoli l’anno scorso». L’imprenditore del North Six Group ha infatti dovuto cedere visto che il Campobasso, altra sua società, è salito in Serie C dove c’era anche l’Ascoli.
E qui l’articolo si sposta su Napoli Basket, sottolineando come Shaquille O’Neal: «probabilmente sarà un semplice endorsement sulla falsariga di quello che, nell’ottobre del 2022, portò The Rock a una fugace apparizione nel Meazza in versione milanista per lanciare il suo ultimo film e compiacere Gerry Cardinale».
E ancora: «Sul North Six Group di Rizzetta le notizie sono piuttosto vaghe. Ha un sito che è una semplice home page senza altri sviluppi e stime di fatturato che oscillano fra le centinaia di milioni di dollari e un più realistico pungo di milioni». Sempre su North Six: «E’ un family office, ossia una struttura di investimenti a disposizione di alcune famiglie apparentemente dedite a investire in club di presente incerto e futuro improbabile».
Vengono fatti gli esempi del Locarno, quinta serie svizzera di calcio, e il Brooklyn FC, terza serie del soccer USA.





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