Dopo il successo della Reyer Venezia sul campo di Treviso Basket, Lele Molin ha spiegato subito la chiave del derby: “Il derby equilibra i valori delle squadre”. Per il tecnico, in partite come questa “tutte le cose negative che si pensano e si ipotizzano poi vanno a terminare”, perché in campo restano soprattutto emotività, intensità e capacità di reggere la pressione. “Credo che ci siano state due squadre che hanno giocato una buona partita”, ha aggiunto.
Molin ha poi analizzato la prova dei suoi: “Siamo andati un po’ a corrente alternata”. Venezia, ha spiegato, è riuscita più volte a costruire vantaggi importanti, “10 punti, 8 punti”, creando anche “buonissimi tiri”, ma senza mai trovare la spinta giusta per chiudere davvero il match. Il merito, secondo il coach, è anche della spinta del PalaVerde e dell’energia di Treviso, dentro “un duello pieno di emotività”.
Nel suo bilancio finale, Molin ha voluto sottolineare il contributo del gruppo: “Tutti i ragazzi che sono scesi in campo hanno contribuito”. Il dato che più lo soddisfa è quello dei “23 assist”, letti come “la misura della qualità dello stare insieme in campo”, anche se il tutto è stato macchiato da “17 palle perse”. Alla fine, però, tra “eccellenti difese”, “giusti match-up” e “giusti quintetti”, la Reyer è riuscita a “portare la partita in porto” contro una Treviso che “ci ha impegnato allo stremo fino alla fine”. E la chiusura è onesta e diretta: “Se avesse vinto Treviso, non ci sarebbe stato nulla da dire”.





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