Dan Peterson firma su La Gazzetta dello Sport il suo editoriale dal titolo: «Olimpia, stanca sì, però non deve diventare un alibi».
Leggiamo: «Senza cercare scuse, l’Olimpia giocava la quinta partita in nove giorni: sabato e domenica in Supercoppa (vinta), martedì e giovedì a Belgrado (vinta con Stella Rossa, persa per un pelo contro il Partizan). Difficile difficilissimo! mantenere sempre il livello di energia di Belgrado.
Certo, troppi parziali negativi: 4-22 contro il Partizan; 2-16 contro Tortona La “cura”? Ovvio, avere Mike D’Antoni. Ma Mike ha 77 anni e non ritorna! Allora qualcuno deve fare il “vero” play, il play “puro” e tenere le redini quando gli Apache stanno assalendo la diligenza. Nei momenti difficili, uno deve dirigere come Riccardo Muti e quattro devono cantare come i Tre Tenori e Andrea Bocelli. Niente solisti. È un “coro” che gioca. Non ci vuole un “assolo”. Non ci vuole un “eroe”. Ci vogliono cinque uomini che giocano come in una mischia del rugby, abbracciati e determinati».





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