Torna il Punto di Sportando su LBA Serie A UnipolSai, che registra una nuova settimana di voci condivise, prontamente smentite, infine sminuite sui media. Se il basket europeo è da anni diviso da una guerra tra Fiba ed EuroLeague, non è che in Italia il clima tra FIP e LBA sia molto migliore.
Apprendiamo, dunque, che la Lega valuterebbe un risarcimento per il ripescaggio, ma che la Federazione non lo prenderebbe neanche in considerazione. Scopriamo anche che ogni discussione (almeno per la FIP) sarà aperta solo dopo la conclusione della stagione. Insomma, le regole ancora una volta verranno approvate poco prima dell’iscrizione. Mesi persi?
Si fa tanto ricorso all’esempio ACB. La Liga Endesa, che peraltro ha passato nello scorso decennio molti mesi in tribunale per la sua stessa formula, garantisce promozioni e retrocessioni con la LEB Oro, ma con criteri importanti di ammissione, che spesso hanno costretto i club titolati alla promozione a fare un passo indietro.
A lungo sono state previste cauzioni e versamenti a fondo perduto milionari, oggi il punto è molto più accessibile (per loro): arena da 5.000 posti, caparra da 1.6 milioni di euro rimborsabile in caso di retrocessione, budget minimo da due milioni di euro, e modulazione della struttura societaria in “Sociedad Anónima Deportiva” al secondo anno di partecipazione.
Questi i criteri della licenza, che poi verrà difesa sul campo. E qui emergono subito delle interessanti condizioni. In primo luogo, per avere un budget minimo, urge cancellare il “diritto d’immagine” come opzione contrattuale. E questa pare una missione della FIP, almeno stando ad alcuni quotidiani specializzati.
In secondo luogo, la “Sociedad Anónima Deportiva” è una sorta di società per azioni creata appositamente per l’ambito sportivo. Dunque bisognosa di intervento legislativo pertinente da parte del governo.
Perché in fondo, per cambiare, servono unità d’intenti tra club, federazione e governo. L’assenza di una di queste tre componenti, potrebbe mettere a rischio tutto. Dirlo al 29 marzo 2021, con una pandemia in atto da un anno, significa aver perso altro prezioso tempo.
Ps. La sensazione è che la FIP prosegua nel suo percorso vivo dal ritorno di Gianni Petrucci. Tanto per “far parlare”, poco per “far cambiare”.





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