LBA Serie A, il Punto di Sportando | Ma chi si sarebbe pentito della cancellazione della stagione?

LBA Serie A, il Punto di Sportando | Ma chi si sarebbe pentito della cancellazione della stagione?

Torna Il Punto di Sportando: la LBA ora lavorerà davvero a un futuro più forte e sostenibile? Ci farete sapere il nome del socio di Ataman?

Dopo mesi di silenzio, è tornata la pallacanestro italiana, e torna “Il Punto di Sportando”. Tre rapidi aspetti, per introdurci a questa stagione, e non solo.

LBA tra promesse e buone idee

La Supercoppa è una buona idea, e un buon prodotto visto il momento. Questo va riconosciuto alla Legabasket. Giusto trovare all’estero eccellenze che qui non ci sono, ma è un dato di fatto: solo in Italia, oggi, si sta giocando per un trofeo, e non è cosa da poco.
Ovviamente, non basta. Impossibile pretendere dall’ultima estate rivoluzioni. E’ vero che certi scossoni possono arrivare solo nei momenti di difficoltà, ma al momento chi doveva spingere il cambio di passo, le società di LBA, non sapeva neanche di avere ancora le gambe o meno.
Tuttavia, l’era Gandini deve ora produrre la giusta discussione in vista della stagione 2021-2022. Ricordiamo le parole di Stefano Sardara di qualche mese fa, che invocava in sede di iscrizione società dallo stato di salute chiaro e trasparente: «Il Main Sponsor non deve più essere un’ipotesi. Deve esserci, contratti alla mano». 
Una Lega credibile, in primo luogo, non deve avere inquilini insolventi.

Era un campionato da cancellare?

Soprattutto da zona Bologna ci arrivano notizie, partorite da firme importanti, di un certo pentimento in merito alla cancellazione affrettata della scorsa stagione sportiva.
Non possiamo metterlo in dubbio, ma ci poniamo alcune domande sui fatti. Due soli club hanno espresso, lecitamente, la volontà di tornare in campo superata la grande emergenza sanitaria nazionale, peraltro presentando un piano interessante (per chi scrive addirittura perfetto) e similare a quello di Spagna e Germania.
Gli altri 15 o hanno chiesto lo stop definitivo, o sono rimasti in silenzio. Il che significa appoggiare la maggioranza. Di questi, uno ha rinunciato alla LBA, un altro ha trovato un inatteso rilancio, due hanno messo in dubbio l’iscrizione sino all’ultimo minuto. 
Non vediamo, in una simile dimensione, chi possa essersi pentito di una decisione certamente affrettata, ma al tempo stesso mai messa in discussione. Chi sa parli, o altrimenti taccia per sempre.

Torino e il futuro

Certamente, la “telenovela” Torino non è stata piacevole per la “piazza”, ma al tempo stesso bisogna solo ringraziare chi ha permesso a Torino di essere ancora “piazza”, ovvero Stefano Sardara.
Altra premessa: A Torino è arrivato Jason Clark, non poco, e la proprietà è oggi già definita, visto che con la Serie A2 la società resta per il 50% del proprietario della Dinamo Sassari, e per il 50% di Ergin Ataman.
Ma il 14 luglio lo stesso coach dell’Anadolu Efes disse: «Il mio socio? Tra una settimana saprete». E’ il 31 agosto…

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