LBA Serie A, il Punto di Sportando | La LBA dimostri ora quel che davvero vale

LBA Serie A, il Punto di Sportando | La LBA dimostri ora quel che davvero vale

Chi vuol chiudere ora la stagione pensa solo a sé stesso. E non va bene. La LBA ha voluto una rivoluzione settimane fa, ora dimostri il perché con i fatti, non con le parole

In questi giorni difficili torna LBA Serie A, il Punto di Sportando. Una sola necessità, che è volontà: non mettere alcuna parola fine prima del tempo. Questo il tema dell’Assemblea di oggi via “streaming” tra i club della nostra massima serie.

Che fine farà il nostro campionato?

Ma che fine farà il campionato LBA Serie A? Non lo sappiamo, ma l’unica risposta è “cautela”. In questo momento leggiamo in giro una certa frettolosità nel dare per chiusa l’annata. Non ha alcun senso decretare morte anticipata, se non nell’uccidere speranza e fiducia in quel che sarà.

Esiste davvero quel 50% di club che vuole annullare la stagione? Da quali interessi sono mossi? È possibile anche in questo momento pensare solo al proprio orticello?

Approviamo, senza indugio, la posizione del nuovo presidente LBA Umberto Gandini e di quello della Fip Gianni Petrucci. Che è ben più diretto: «Patetico chi vuole sospendere tutto ora».

Le sfide della nuova LBA

Inevitabilmente, chi ha spinto per la “soppressione” politica di Egidio Bianchi solo poche settimane fa, ora si trova davanti all’esame più difficile. Dare un senso al presente e costruire basi per il futuro. Altrimenti, aver chiuso una stagione politica all’improvviso e prima del tempo, avrà conseguenze ancora più pesanti.

Si deve dunque trovare una soluzione che metta insieme equità sportiva, economicità di gestione e un piano di ripartenza a medio-lungo termine. Sempre nei tempi concessi dal virus.

Certamente, meglio preservare la stagione regolare con i suoi verdetti, andando ad intaccare la formula dei playoff.

Certo, ma chi paga?

In caso di chiusura della stagione per l’emergenza coronavirus, tutti gli accordi in essere dei club di Serie A con atleti e staff fino al 30 giugno sarebbero comunque validi.

Ovvio. Ma.

Le regolamentazioni contano quel che possono contare di fronte agli effetti di un’emergenza simile, che riguarda tutta Europa, tutto il Mondo. Il giudice ultimo, per i giocatori che non percepiscono quanto pattuito, è la FIBA.

Tutte le federazioni della FIBA potrebbero chiudere la stagione anticipatamente, non avendo scelta ulteriore (lo ribadiamo, spero di no). I club, associati a FIBA, vengono già ora “mollati” da sponsor che non hanno visibilità in arene vuote e senza basket, e comunque colpiti dall’inevitabile crisi di questi giorni che li costringono a rallentare, se non chiudere l’attività.

Come si comporterà la FIBA di fronte ai suoi associati in una simile situazione? Produrre BAT in serie, senza sostenere i club, significherebbe ancora di più la morte per la federazione internazionale, lontana anni luce dalle esigenze dei suoi associati.

Commenta