LBA Serie A, il Punto di Sportando | La crisi di Brescia, il capolavoro Cremona, la rabbia Virtus

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Torna il Punto di Sportando su LBA Serie A UnipolSai, e con due giornate ancora da giocare si possono trarre importanti indicazioni

Torna il Punto di Sportando su LBA Serie A UnipolSai, e con due giornate ancora da giocare si possono trarre importanti indicazioni.

La crisi della Germani Brescia

Era tutta colpa di Vincenzo Esposito, ma francamente si possono anche mandar via Tyler Cain e Ken Horton ed evitarsi comunque una retrocessione in Serie A2.

Maurizio Buscaglia ha dato solo un’illusione di ripresa poco prima che ri-emergesse la totale assenza di valori sportivi nello spogliatoio del PalaLeonessa. Non certo un giudizio umano (e ci mancherebbe) ma, come detto, sportivo, quando per “valori” si intende la volontà di prendere la stessa direzione, alternando “responsabilità” e “sostegno”.

Oggi come oggi questo non c’è, fors’anche a causa di un nuovo assetto societario che non ha portato a soluzioni univoche e condivise. Fortuna vuole, ma solo per Brescia, che Cantù abbia gestito malissimo il finale con Reggio Emilia. Altrimenti, oggi, la fu Leonessa sarebbe ultima. Al momento lo è per valori in campo.

La salvezza della Vanoli Cremona

E’ la storia più bella della stagione, in attesa di “santificare” quella di Max Menetti e della De’ Longhi Treviso. Si è parlato di Brindisi per mesi, e giustamente, ma che dire di una società assemblata all’ultimo momento, e capace di conquistarsi la salvezza con due giornate d’anticipo?

Per mesi, soprattutto in avvio di stagione, abbiamo visto e sentito piangere chiunque. Dopo l’allarme rientrato del signor Aldo Vanoli, a Cremona si sono messi a testa bassa, e hanno lavorato, senza gridare ad ingiustizie che, in fondo, hanno colpito tutti noi.

Il risultato è l’ennesima conferma di coach Paolo Galbiati in panchina, e di una squadra di elementi promettenti cementati intorno alla leadership di Peppe Poeta e Fabio Mian. Senza dimenticare la solidità del club, e un certo Flavio Portaluppi. Un signore, con un certo occhio…

La tristezza nell’animo della Virtus Bologna

Parole dure per coach Sale Djordjevic dopo il ko con Olimpia Milano, il terzo in stagione, con uno scarto che probabilmente poteva essere ben superiore in condizioni normali, senza l’impegno europeo.

Nello sport, nel basket quanto meno, ci si lamenta spesso di dichiarazioni pre-confezionate e di assenza di sincerità. Si piange insomma la realtà quando non viene palesata, per poi indignarsi quando qualcuno osa spiattellare la sua su organi di stampa.

Ma qui nessuno scarica responsabilità. Più che altro si rifiuta una progressiva depressione dove il ko, e il subordine alle gioie altrui, possa diventare normalità. Meglio la rabbia della rassegnazione.

Certamente il mancato conseguimento dell’EuroLeague, per quanto giunto contro un avversario rispettabile in una competizione complicata, ha scioccato l’ambiente, ma se il modello della Virtus, oggi, è l’Olimpia Milano, che l’Olimpia Milano stessa sia monito e insegnamento.

Nello sport si può perdere, e imparare dagli errori, senza abbandonarsi a totali rivoluzioni al primo sostanziale passo negativo.

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