LBA Serie A, il Punto di Sportando | Cosa fare di Brindisi, la “salvezza” Cantù, un Oscar a Milano

LBA Serie A, il Punto di Sportando |  Cosa fare di Brindisi, la “salvezza” Cantù, un Oscar a Milano

Torna il Punto di Sportando dopo questa giornata che ha fissato una serie di verdetti importanti. In primo luogo, la retrocessione di Cantù

Torna il Punto di Sportando dopo questa giornata che ha fissato una serie di verdetti importanti. In primo luogo, la retrocessione di Cantù.

Il primato

Il campionato si chiuderà il 10 maggio, la Happy Casa Brindisi è attualmente in quarantena con 13/14 positivi, e i due recuperi sono fissati per il 2 e 5 maggio, con Sassari e Trento rispettivamente.

Il giorno decisivo sarà giovedì 29 aprile, data in cui il gruppo sarà sottoposto a nuovi tamponi. Se ci saranno i numeri la squadra di Frank Vitucci (in isolamento dal 10 aprile) tornerà in campo con gli effettivi a disposizione, altrimenti…

L’altrimenti, al momento, non è disponibile, perché in Lega il tema non è stato trattato (lo abbiamo scritto, non solo noi, senza alcuna smentita). Ma arrivati a questo punto, inserire la “percentuale delle vittorie” sarebbe modifica complessa e fuori da ogni regolamento, anche in una stagione giustamente colma di “deroghe” come quella attuale. 0-20 sia, e guardiamo avanti.

La retrocessione

E’ stato un campionato bello e durissimo sul fondo della classifica, ma il verdetto è giunto con una settimana di anticipo, levando ogni dubbio: in A2, ci va Cantù.

“Andrebbe” anzi, perché volontà della Legabasket sarebbe “salvare” tutte le 15 partecipanti al campionato attuale, anche a costo di ritrovarsi “dispari” nella prossima stagione. In tal senso, fa sorridere come un anno fa il problema più grosso fosse un turno di riposo…

Ma, lo ribadiamo, pare anche la decisione più corretta. In una stagione complicata, provvisoria per interpretazione e gestione, si è lavorato in primo luogo per il “bene” del gioco, cercando di produrre vincitori, più che vinti.

Cantù non è stata colpita più duramente di altri dal Covid-19. Sarebbe una mancanza di rispetto verso chi ha vissuto, come lei, momenti drammatici nel corso della stagione. Sarebbe come creare un favorito, più che uno sfavorito, da una condizione assurda e ingiusta.

Eppure, per cronologie, numeri e momenti, il Covid è stato elemento arbitrario. E non lasciamo che questa arbitrarietà scriva nuove condanne.

Gli oscar della stagione

La stagione regolare è ormai terminata, e visto lo scambio di vedute tra Malcolm Delaney e Miro Bilan, iniziamo anche noi a dire la nostra, in attesa della top ten finale.

Come sottolineato da un utente su Twitter al play biancorosso, in questi anni di Oscar in casa Olimpia Milano non se ne sono visti. Eppure, nel 2014-2015 Samardo Samuels fu così inferiore a Tony Mitchell? E nel 2016-2017 assurdo premiare Kruno Simon più di Marcus Landry?

E’ vero, in entrambi i casi la stagione Olimpia si chiuse con un flop e la fine di un ciclo, ma i premi si assegnano prima dei playoff.

Probabilmente, con due trofei vinti da dominatori, e una stagione europea già da record, ecco che l’attuale capolista meriterebbe un riconoscimento. Zach LeDay? Ettore Messina? Forse Christos Stavropoulos, che in fin dei conti ha lasciato il segno muovendosi con largo anticipo su giocatori come Kevin Punter, Shavon Shields e lo stesso ex Zalgiris, ovvero chi ha marchiato di più sino ad oggi la stagione.

Non c’è nulla di scontato nella ricerca, con successo, della grandezza.

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