L’avversario: la Grecia tra la dipendenza da Sloukas e un ciclo al capolinea

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La Grecia si presenta al EuroBasket 2025 con entusiasmo ma anche con diversi punti interrogativi

La Grecia si presenta al EuroBasket 2025 con entusiasmo ma anche con diversi punti interrogativi. Il più evidente è la dipendenza da Kostas Sloukas, il cervello della squadra, colui che detta i tempi e tiene insieme l’attacco. Nei momenti in cui il veterano non è in campo, la Nazionale di Vassilis Spanoulis mostra difficoltà nel costruire gioco e nel mantenere ordine, come emerso chiaramente negli ultimi test pre-torneo (ma non contro l’Italbasket a Creta).

Accanto al talento smisurato di Giannis Antetokounmpo, chiamato a caricarsi la squadra sulle spalle nonostante una preparazione ridotta, resta la sensazione che l’Εθνική Ελλάδας stia vivendo la parte conclusiva di un ciclo. Oltre a Sloukas, infatti, anche Kostas Papanikolaou, Giannoulis Larentzakis e Katsivelis saluteranno la scena internazionale dopo questa edizione. Sono giocatori che hanno garantito esperienza, durezza e identità, ma che difficilmente ritroveremo ancora protagonisti nelle prossime grandi competizioni.

Il tema riguarda anche il futuro a medio termine: nell’EuroBasket 2029, quando la Grecia ospiterà uno dei gironi, Giannis Antetokounmpo avrà già 34 anni. Una prospettiva che obbliga la federazione e lo staff tecnico a immaginare un ricambio generazionale capace di mantenere la squadra a un livello competitivo, evitando un brusco declino.

Il torneo di quest’anno diventa quindi doppio banco di prova: cercare quanto meno una medaglio e, allo stesso tempo, capire come costruire la prossima Grecia, quella che non potrà più vivere solo della genialità di Sloukas e della leadership di una generazione ormai alla fine della propria corsa, non dimenticando chi ha già lasciato, dallo stesso ct Vassilis Spanoulis a Georgios Printezis o Kostas Papanikolaou o Nick Calathes.

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