L’attivismo di Jusuf Nurkic: “La NBA è un ‘super ponte’, il ‘give back’ per me è importante”

L’attivismo di Jusuf Nurkic: “La NBA è un ‘super ponte’, il ‘give back’ per me è importante”

Il centro bosniaco dei Blazers, in Italia per One Court Milan di NBPA, ha partecipato a un clinic con Tam Tam Basket

NBA protagonista a Milano questa settimana con “One Court Milan”, iniziativa della NBPA per dare la possibilità ai giocatori NBA di fare networking e apprendere preziose lezioni dai dirigenti di famosi brand internazionali. L’esperienza è stata progettata in collaborazione con la SDA Bocconi School of Management, che aiuterà i giocatori ad applicare le nozioni apprese in questo programma per lo sviluppo del loro personal branding.

A margine di questa tre giorni, NBPA Foundation ha organizzato anche il suo terzo appuntamento di More Than a Game, coinvolgendo 20 atleti della TamTam Basketball Academy – squadra con sede a Castel Volturno che offre a ragazzi e ragazze nati in Italia da genitori immigrati la possibilità di svolgere attività sportiva totalmente gratuita – e alcuni dei giocatori presenti a Milano in questi giorni.

Uno di questi è stato Jusuf Nurkic, centro bosniaco dei Portland Trail Blazers che si è mostrato più che felice di partecipare a un pomeriggio speciale all’interno del Bocconi Sport Center: “Penso sia fantastico partecipare eventi come questo, che ti permettono di giocare con ragazzi che hanno avuto problemi veri nel corso della vita“, le sue parole a Sportando. “È assurdo che pur essendo nati in Italia non passono avere la cittadinanza fino ai 18 anni d’età, è una cosa stupida. Penso debbano esserci delle leggi migliori a proposito per prevenire situazioni di questo tipo. Giannis e i suoi fratelli ad esempio hanno vissuto una storia simile, e queste situazioni devono cambiare. Amo come la NBA e la NBPA si attivino per questi temi, perché porre l’attenzione su cose che sembrano piccole – e non lo sono – è davvero importante“.

In tutta la mia vita ho sempre cercato di dare qualcosa indietro“, Nurkic continua, “ad esempio con la mia fondazione che lavora per bambini e donne bisognose d’aiuto. Cerco sempre di porre l’attenzione su questi temi, anche per incoraggiare il maggior numero di persone possibile a essere gentili e generosi con gli altri. La NBA è davvero globale. Io non avevo mai giocato a basket prima di compiere 14 anni, e non ho mai potuto vivere esperienze come quelle vissute dai ragazzi oggi pomeriggio. E nel suo attivismo la NBA, con i suoi giocatori, è sempre presente con le comunità in tutto il mondo. Ogni città che ospita un evento che lega NBA e comunità locali dovrebbe essere orgogliosa, perché contribuisce a creare una sorta di super ponte per andare avanti, collegando popoli e culture attraverso il basket. La NBA è un “super ponte”: per una persona di qui pensare per esempio che Danilo Gallinari è nato a pochi minuti da qui è motivo d’orgoglio“.