L’Adige: “L’Aquila si fa male da sola”

Alessandro Rossi Longobardi Scafati Basket - Dolomiti Energia Trentino LBA Legabasket Serie A Sisal Club 2026-2027 Scafati, 24/10/2026 Foto A. De Lise/ Ciamillo-Castoria

L’Adige analizza il ko della Dolomiti Energia, sottolineando la fragilità dei bianconeri e le difficoltà nel reagire agli aggiustamenti tattici di Bucchi.

La sconfitta della Dolomiti Energia Trentino sul campo di Scafati per 87-81 ha messo in evidenza alcune criticità della formazione di coach Massimo Rossi, incapace di gestire il vantaggio costruito nella prima parte di gara. Come sottolinea Valerio Amadei su l’Adige, il problema principale è stato il rendimento discontinuo dei bianconeri, passati dal controllo della partita a una situazione di grande difficoltà nel giro di pochi minuti.

La difesa a zona 2-3 proposta da Piero Bucchi ha rappresentato il punto di svolta della sfida, mettendo in crisi l’attacco trentino. L’Aquila ha faticato a trovare soluzioni alternative, affidandosi ripetutamente allo stesso schema offensivo senza riuscire ad adattarsi efficacemente agli aggiustamenti degli avversari.

Il quotidiano evidenzia anche la fragilità della squadra nei momenti di difficoltà, soprattutto quando Scafati ha aumentato l’intensità e il ritmo. Trento, arrivata fino al +14, non è riuscita a contenere la reazione dei padroni di casa, subendo un parziale di 16-2 che ha completamente cambiato l’inerzia dell’incontro.

Alle difficoltà offensive si sono aggiunti i problemi nella gestione dei falli di Darius Brown e quelli difensivi nel contenimento dei pick and roll avversari. Nemmeno il positivo rientro di Bertini dall’infortunio è bastato a compensare queste criticità.

Il ko ha quindi evidenziato la necessità per Trento di trovare maggiore continuità e flessibilità tattica, soprattutto nella capacità di reagire ai cambiamenti proposti dagli avversari. Una debolezza emersa chiaramente contro una Scafati trascinata dai 28 punti di Charlie Moore.

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